Giovane romena travolta e uccisa L’auto ripresa dalle telecamere

L’autopsia ha sciolto i dubbi sulle cause della morte avvenuta per le ferite riportate nell’impatto Gli inquirenti di Cassino vicini alla chiusura delle indagini: ore contate per l’investitore scappato via
AVEZZANO. È morta a causa delle ferite riportate nell’investimento dopo un violento impatto contro il cofano dell’auto. È quanto emerso dall’autopsia dell’artista 23enne Dana Maria Zaharie (Diana), travolta e uccisa sulla superstrada all'altezza di Cassino, in direzione Avezzano, nella notte tra l’11 e il 12 settembre scorsi. Le telecamere di sorveglianza e controllo presenti lungo la superstrada Cassino-Sora hanno ripreso l’auto che ha investito la ragazza e che è rimasta danneggiata nel paraurti e nei fanalini, lasciando alcuni pezzi a terra. L’autopsia avrebbe sciolto i dubbi sulle cause della morte. Il medico legale incaricato dalla Procura di Cassino, Vincenzo Caruso, ha svolto l’autopsia, che ha confermato che la ragazza è morta all’istante proprio a causa dell’impatto. Fatale sarebbe stato l’impatto contro il cofano della macchina che poi è fuggita. Sull’asfalto, oltre che al corpo senza vita della giovane artista, anche frammenti di paraurti e fanalino. «Diana Zaharie è stata nostra studentessa per due anni», scrivono dalla facoltà di Arte e design di Cluj-Napoca, città della Romania Nord-occidentale e capitale della Transilvania. «Le insegnanti che hanno lavorato con lei in questo periodo hanno notato la sua vitalità, il coinvolgimento nello studio e il forte bisogno di affinare la sua tecnica pittorica per creare l’immagine perfetta. Buon viaggio Diana. Riposa in pace».
E per soddisfare quella voglia di affinare la sua arte, la ragazza aveva deciso di viaggiare, arrivando anche in Italia. Alla fine di luglio aveva scritto sul suo profilo Facebook un annuncio affinché qualcuno si occupasse della sua umile casa della Romania e del suo gattino: «Cerco qualcuno che si prenda cura della mia casa e degli animali dal 7 al 21 agosto, in una tranquillissima e serena Luna de Jos, a 30 chilometri da Cluj, una casa con nove posti letto». Aveva quindi intenzione di fare un viaggio, ma non poteva immaginare che non sarebbe mai rientrata in Patria. Un futuro da artista promettente, una vita prematuramente spezzata. I carabinieri di Cassino e il magistrato Emanuele De Franco sono vicini a chiudere le indagini e a dare un nome al pirata della strada. (p.g.)
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