Giovani morti, donazioni al Soccorso alpino
Corfinio: le famiglie di Barone e Antonucci, deceduti sul Gran Sasso, hanno offerto i fondi ricevuti
CORFINIO. «Ognuno di noi conosce il profondo sentimento che ci lega alla montagna e siamo riconoscenti per il pensiero rivolto agli uomini e alle donne del soccorso alpino e speleologico». Così una nota della sezione abruzzese del Corpo Nazionale soccorso Alpino e Speleologico in riferimento alla donazione fatta a loro favore dai familiari e dagli amici di Ryszard Barone e Andrea Antonucci. In particolare, i fondi derivanti dalle opere di bene, richieste per il funerale dei due giovani deceduti in un incidente di montagna sulla ferrata Ricci nella parete Orientale del Gran Sasso il giorno di Santo Stefano, che si è tenuto sabato a Corfinio, sono state trasformate in risorse per i soccorritori. I due ragazzi, rispettivamente di 24 e 28 anni, erano appassionati della montagna e nonostante la giovane età erano anche due esperti.
In particolare proprio Ryszard Barone dopo un passato negli scout era diventato un vero alpinista tanto da fare arrampicate anche fuori dai confini nazionali su pareti molto difficili. Di recente si era iscritto all’università per diventare fisioterapista e avrebbe continuato a coltivare la sua grande passione per la montagna.
Una carriera da ingegnere per Andrea Antonucci che dopo la laurea al politecnico di Milano aveva già fatto esperienze in scuderie come la Ferrari e ora con un contratto con la McLaren. Inoltre, anche lui era un atleta, appassionato di bicicletta ed esperto escursionista. Forse a tradirli, nell’incidente costato la vita ad entrambi, una lastra di ghiaccio staccatasi dalla parete che li ha investiti o un appiglio mancato e poi la caduta rovinosa per diversi metri. Sul posto si era subito recato l’elicottero e i soccorritori del soccorso alpino che si trovavano già in zona per il recupero dell’altra vittima del Gran Sasso Franca Di Donato di 48 anni anche lei esperta escursionista.
A loro, dunque, agli uomini e alle donne impegnati nel portare soccorso agli escursionisti e alle persone rimaste coinvolte in incidenti in montagna è andato un riconoscimento che sicuramente ha il sapore di una continuità ideale tra i due giovani di Corfinio e i soccorritori.
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