Giovani rugbisti crescono tra sport e benessere fisico

31 Agosto 2018

Primo bilancio del progetto sperimentale per 230 atleti Sinergia tra Experience, Asl, Università, Eni e Abeos 

L’AQUILA. Sono 230 i baby atleti – tra i 6 e i 16 anni - che hanno preso parte a Rex Lab, il progetto sperimentale lanciato un anno fa dalla società sportiva dilettantistica Rugby Experience, in partnership con Asl dell’Aquila, Univaq, Eni e Abeos Osteopaty School.
Il bilancio del primo anno di attività è stato presentato ieri in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Fibbioni alla presenza di Federica Aielli, medico, responsabile del progetto (di durata triennale); Marco Molina, presidente di Rugby Experience; Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila; Paola Inverardi e Pietro Di Benedetto, rispettivamente rettrice e direttore generale Univaq; Rinaldo Tordera, manager dell’Asl e Maria Luisa Ianni, consigliere comunale e presidente dell’Ordine provinciale degli infermieri.
L’obiettivo di Rex Lab è curare a 360 gradi il benessere fisico e psichico dei giovani rugbisti, coinvolgendo anche le loro famiglie e i loro allenatori. Rex Lab educa bambini e adolescenti a una corretta alimentazione, li aiuta a conciliare sport e studio, insegna loro a condurre uno stile di vita sano e equilibrato; ma si propone anche di formare gli allenatori – soprattutto sulle attività motorio-sportive rivolte ai bambini affetti da disabilità intellettive – e di organizzare attività e incontri di orientamento per i genitori. Lo screening degli atleti è stato coordinato da Giovanni Farello, ricercatore dell’Università degli Studi dell’Aquila e responsabile del centro Auxologico dell’Ospedale San Salvatore, e da Marcello Marasco della Abeos Osteopathy School. In particolare, in questo primo anno, Rex Lab si è occupato della prevenzione e del trattamento dei para e dismorfismi e degli infortuni degli atleti nelle categorie Under 16, 14 e 12; di disturbi nutrizionali e alimentari; di educazione digitale e corretto uso dei social network. Grazie a una partnership stipulata con il Sert e il Centro diurno dell’Asl, inoltre, sono stati organizzati anche incontri informativi sulle varie forme di dipendenza, dall’alcol alla droga fino alla ludopatia. Il secondo anno di sperimentazione, che inizierà tra breve, aggiungerà un servizio di supporto psicologico rivolto ai ragazzi e nuove attività formative sui disturbi che si manifestano in età evolutiva destinate agli allenatori. «È importante rinsaldare il rapporto tra società, famiglie e ragazzi, per crescere insieme in un ambiente sano», ha rimarcato la dottoressa Aielli. «Partendo da questo principio, quest’anno aumenteremo le attività grazie alla collaborazione con il consultorio dell’Aquila e dell’Università». «Quando 5 anni fa è nata Rugby Experience», ha detto Marco Molina, «il nostro obiettivo non era creare campioni, ma formare dei ragazzi e insegnare loro a credere nei propri sogni».
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