Giovani violenti e terrorismo: ecco il patto per la prevenzione

Dalle forze di polizia ai magistrati, dai docenti agli operatori sociali: tutti uniti contro la radicalizzazione Al loro fianco l’esperta Caparesi: «Individuare i segnali di malessere». Oggi il convegno, poi via al corso
L’AQUILA. In un territorio come quello aquilano, da tempo interessato da gravi fatti di cronaca legati al mondo giovanile, le autorità e gli operatori sociali aquilani hanno deciso di fare rete tra loro per prevenire le radicalizzazioni – di estremismi religiosi e politici, per esempio – quindi le violenze, fino al terrorismo. Dalle forze dell’ordine ai magistrati e al Comune, passando per il personale scolastico, ma anche psicologi, medici, avvocati, pedagogisti a assistenti sociali. Con loro c’è l’esperta della questione, psicologa e pedagogista Cristina Caparesi, componente della Radicalization awarness network–Exit della Commissione Europea, nata subito dopo la strage di Utoya, in Norvegia, nel 2011. «È necessario un approccio multidisciplinare – non solo legato alla sicurezza ma anche al sociale – per individuare i segnali di malessere e vulnerabilità dei giovani, prima che queste possano sfociare in fenomeni di violenze o essere sfruttate da chi vuole approfittarne per fini terroristici», spiega Caparesi, alla vigilia dell’importante convegno e incontro che andrà in scena oggi all’Aquila. Questo «sarà un importante momento di formazione, sensibilizzazione e confronto, che poi sfocerà in un vero e proprio corso, a ottobre, dedicato a docenti, forze dell’ordine, e tutti gli operatori del territorio».
“L’approccio multidisciplinare nella prevenzione della radicalizzazione violenta”: è questo il titolo del convegno, che andrà in scena alle 15 nell’aula magna Clementi del dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, organizzato dall’ateneo con la prefettura e la cooperativa sociale Exit.
Dopo le introduzioni del rettore Edoardo Alesse, del prefetto Cinzia Torraco e del sindaco Pierluigi Biondi, interverranno il procuratore Michele Renzo, la presidente e il procuratore del Tribunale dei minorenni Cecilia Angrisano e David Mancini, il questore Enrico De Simone, i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza Nicola Mirante e Cosimo Lamanuzzi, Enrico Sbriglia, già dirigente dell’Amministrazione penitenziaria, il docente Francesco Sidoti e, appunto, Cristina Caparesi. Poi in scena la tavola rotonda con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Massimiliano Nardocci, i presidenti degli Ordini di avvocati, assistenti sociali, psicologi e medici e dell’associazione Pedagogisti. L’evento sarà in diretta su www.univaq.it/live. (l.t.)

