Giovenco a rischio, riesplode il caso

11 Febbraio 2021

Cade il vincolo sul prelievo d’acqua. I pescatori chiedono un incontro a Imprudente

PESCINA. La Regione Abruzzo torna indietro e revoca la risoluzione che vincolava la giunta a non prelevare l’acqua a monte del fiume Giovenco. Nell’ambito del progetto per l’impianto irriguo del Fucino, per il quale l’ex giunta D’Alfonso aveva messo in bilancio 50 milioni di euro, nella primavera dello scorso anno era iniziata una diatriba legata alla possibilità di captare l’acqua a monte del Giovenco. Per l’allora amministrazione Iulianella si trattava di «un attacco alla città». E grazie a una risoluzione a firma del consigliere regionale, Silvio Paolucci (Pd), l’ipotesi sembrava essere archiviata. Nei giorni scorsi la situazione è cambiata radicalmente. «Con un blitz in commissione è stata revocata la risoluzione approvata che vincolava la giunta a non prelevare l’acqua a monte di Pescina», spiega Paolucci, «una scelta che spiana la strada al nuovo progetto targato Marsilio-Imprudente. La giunta lenta, insieme ai tecnici progettisti, trovi una rapida soluzione per non mortificare la Valle del Giovenco e per accelerare la realizzazione di questa infrastruttura strategica per l’intero Abruzzo, partendo dal ripristino dei 46,5 milioni cancellati».
Sulla vicenda sono intervenuti anche i rappresentanti del Circolo pesca Fabrizio Di Nino di Pescina, da sempre attenti alla tematica. «Viste le ultime disposizioni prese dalla Regione», commentano i membri del direttivo, «esprimiamo la nostra contrarietà al progetto che prevede la captazione delle acque. Chiediamo un incontro con il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, nonché assessore a caccia e pesca, e un confronto con la nostra associazione e preghiamo il sindaco Mirko Zauri di farci da garante affinché questo avvenga. Inoltre, chiediamo al Consorzio di bonifica lo stato e l’inizio dei lavori per la pulizia della diga, visto lo stanziamento da parte della Regione di specifici fondi». (e.b.)