Giudice di pace lascia Avezzano: udienze rinviate, torna l’allarme

29 Dicembre 2022

AVEZZANO. Non solo carenza di giudici al tribunale civile e penale, anche negli uffici del giudice di pace di via Garibaldi si trovano in una situazione di difficoltà. Un altro magistrato, Stefano...

AVEZZANO. Non solo carenza di giudici al tribunale civile e penale, anche negli uffici del giudice di pace di via Garibaldi si trovano in una situazione di difficoltà. Un altro magistrato, Stefano Bona, ha interrotto dal 16 dicembre scorso le sue funzioni di giudice onorario e molte udienze del mese di gennaio sono state rinviate. Si attende che un nuovo magistrato sia riassegnato per portare avanti i procedimenti rimasti bloccati. Anche tra gli avvocati, che denunciano il problema, è allarme. Perché si teme che si possano creare ulteriori ritardi e che si sovrappongano i procedimenti. Un problema che si aggiunge a quello della mancanza cronica di personale amministrativo e nelle cancellerie, situazione che ha portato alla chiusura provvisoria di un giorno a settimana dello sportello al pubblico. Non bastano neanche i magistrati del tribunale.
Il giudice Marianna Minotti, una delle più operose per numero di cause gestite, è attualmente in maternità. A questo si aggiunge che il presidente del tribunale, il giudice Zaira Secchi, a fine anno andrà in pensione. Così lo scenario relativo all’attività giudiziaria si fa ancora più preoccupante. Nel frattempo, il posto del presidente Secchi sarà ricoperto come facente funzione dal giudice Mario Cervellino, arrivato dall’Aquila ad Avezzano nel 2020, quando il tribunale marsicano stava vivendo una situazione difficile causata da trasferimenti e da altre assenze per maternità, oltre che dalla morte del giudice Marco Sgattoni. Si spera che il posto vacante da presidente del tribunale sarà presto assegnato dal Consiglio superiore della magistratura con la pubblicazione sul bollettino, come già avvenuto per la sostituzione del giudice Roberta Mastropietro.
Il tribunale di Avezzano, il più grande dei quattro che rischiano la chiusura dal 31 dicembre 2023, è tra i più efficienti d'Italia e ha fatto registrare numeri che lo annoverano tra quelli di media-alta grandezza a livello nazionale. La carenza di giudici, che comporta un rinvio di processi, e quello del personale amministrativo, soprattutto nelle cancellerie, sono fattori che rischiano di compromettere le performance che il palazzo di giustizia ha sempre tenuto alte, distinguendosi per efficienza e volumi di lavoro. (p.g.)
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