Giudice di pace, un nuovo stop

Indisponibili gli arredi lasciati nella veccha sede e l’ufficio non riapre
CASTEL DI SANGRO. Slitta ancora il ritorno del giudice di pace a Castel di Sangro. Il nuovo stop è stato imposto dalla impossibilità di utilizzare arredi e altro materiale presente nel vecchio ufficio della cittadina, chiuso dal 2011. Per riaprire i battenti della struttura, nonostante l’autorizzazione già ottenuta dal ministero della Giustizia e la possibilità di impiego del personale, è necessario acquisire, da parte del Comune, la disponibilità dei mobili e delle attrezzature di proprietà del Tribunale di Sulmona. «Il personale messo a disposizione dal comuni di Castel di Sangro, Roccaraso e dalla gestione commissariale della Comunità montana Alto Sangro-Altipiano delle Cinquemiglia, da assegnare all’ufficio del giudice di pace di Castel di Sangro, ha svolto regolarmente il tirocinio in affiancamento nella sede di Sulmona», spiega Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, «ma ora occorre chiedere al giudice di pace di Sulmona, previo assenso del presidente del tribunale di Sulmona, la messa a disposizione degli arredi e delle attrezzature presenti nella struttura diCastel di Sangro».
Il tirocinio del personale è iniziato ad ottobre e si è concluso a dicembre 2015, per una durata di 60 giorni. A chiedere la riapertura dell’ufficio del giudice di pace, oltre al Comune, furono nello scorso mese di luglio anche i responsabili regionali e locali di diversi partiti politici. Dopo l’autorizzazione del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria ai presidenti dei tribunali e ai dirigenti amministrativi delle Corti d’Appello sembrava cosa fatta. I sindaci di Castel di Sangro e Roccaraso, nonché il commissario liquidatore della Comunità montana, hanno provveduto a sottoscrivere nelle scorse settimane anche la convenzione per la gestione associata del servizio. Ma pochi giorni fa è spuntato un altro ostacolo da abbattere: la necessaria acquisizione della disponibilità, nella forma del comodato d’uso gratuito, degli arredi e delle attrezzature presenti nell’ufficio di Castel di Sangro. (m.lav.)
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