Giuliacci: «Vi svelo i segreti del meteo»

Il noto meteorologo protagonista di un incontro al Cetemps. «Ecco perché a volte sbagliamo»
L’AQUILA. «Io potrei sapere che a Milano domani pioverà e a Brescia no, ma se ho solo 10 secondi di tempo non potrò fare altro che annunciare che domani in Lombardia ci sarà pioggia. L’utente di Milano penserà che ho azzeccato, ma quello di Brescia penserà che ho sbagliato le previsioni».
È uno dei tanti paradossi delle previsioni dei tempi moderni spiegato in un seminario tenuto dal noto meteorologo televisivo Andrea Giuliacci e che ha tenuto incollati alle sedie i ricercatori del Cetemps dell’Aquila. Giuliacci ha spiegato le difficoltà che incontra chi deve spiegare le previsioni del tempo in un paese complesso come l’Italia.
«Negli ultimi 40 anni le previsioni hanno fatto passi da gigante», ha ricordato Giuliacci. «Abbiamo strumenti sempre più precisi, computer con capacità di calcolo sempre maggiori, informazioni sempre più dettagliate e sempre più locali, che in alcuni casi riescono addirittura a tenere conto dell’orografia dei luoghi».
«Le previsioni oltre un certo numero di giorni non sono affidabili, ma quelle entro i due- tre giorni sono spesso molto precise». Perché allora a volte un meteorologo sbaglia? «I motivi sono tanti», ha spiegato Giuliacci con linguaggio semplice e comprensibile anche per i non addetti ai lavori. «Per prima cosa non conosciamo perfettamente il tempo che sta facendo in un determinato momento in una certa zona, per calcolare l’evoluzione siamo costretti a usare equazioni sempre più complesse che in alcuni momenti devono necessariamente essere approssimate. E questo a volte porta a qualche piccolo errore», un concetto che consolerà i sindaci che chiudono le scuole con le previsioni di neve che risultano poi imprecise. «E poi ci sono le approssimazioni a cui è costretto il meteorologo che deve spiegare evoluzioni valide per tutti i comuni italiani». Nel suo racconto, Giuliacci è partito dai primordi della comunicazione in meteorologia, fin dai primi tentativi negli Stati Uniti quando a spiegare le previsioni del tempo c’era un cartone animato con protagonista un pecorella. Parlando di meteo in tv non poteva mancare un video con l’antesignano dei meteorologi tv, il colonnello Edmondo Bernacca. «Aveva una grafica semplice. Oggi, per evidenziare un evento atmosferico», ha concluso, «ci sono centinaia di icone diverse».
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