Giunta, il rimpasto è più vicino: chi rischia e le novità in arrivo

L’ingresso di Filomeno Babbo nella maggioranza ha fornito la spinta decisiva al piano Di Pangrazio Da Colizza a Di Stefano, diverse le posizioni in bilico. L’unico intoccabile resta il vice Di Berardino
AVEZZANO. Rimpasto di giunta sempre più vicino. Archiviata l’emergenza bomba ormai da settimane, per il sindaco di Avezzano è tempo di mettere mano a un esecutivo apparso piuttosto ingessato negli ultimi mesi. I cambi di poltrona, nell’aria già da tempo, potrebbero concretizzarsi a breve, anche per placare qualche mal di pancia politico. Era stato lo stesso primo cittadino ad annunciare “rivisitazioni” nel corso del primo consiglio comunale dopo la riconquista della fascia. Di Pangrazio sta riflettendo sui nomi da sacrificare per far posto ai nuovi ingressi, tuttavia il recente passaggio di Filomeno Babbo in maggioranza potrebbe aver mutato decisioni già prese. Decisioni al centro di riunioni più o meno ufficiali che in questi giorni animano le stanze e i corridoi di Palazzo di città.
LE QUOTE ROSA
La prima poltrona da rimpiazzare potrebbe essere quella di Maria Teresa Colizza. L’ex dirigente della Asl, infatti, era entrata in giunta per occuparsi dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid 19. In piena pandemia era stato lo stesso sindaco Di Pangrazio a volerla fortemente al suo fianco per far fronte alla gestione di tutti gli aspetti legati al coronavirus in virtù dell’esperienza come dirigente dell’azienda sanitaria. Il posto di Colizza potrebbe essere rimpiazzato da Maria Antonietta Dominici in rappresentanza delle consigliere Alessandra Cerone, Concetta Balsorio e Federica Collalto. In un secondo momento, però, a Colizza era stata affidata anche le delega all’Ambiente “sfilata” all’avvocato Roberto Verdecchia. Tra le intuizioni dell’ex dirigente Asl ci sono la sistemazione di un’isola ecologica per il decoro di piazza del Mercato. Proprio il lavoro svolto da Colizza anche su altri fronti potrebbe frenare Di Pangrazio che, a questo punto, dovendo liberare una “poltrona rosa” per far posto a Dominici può scegliere di sacrificare il medico Patrizia Gallese che attualmente detiene la delega alle Politiche scolastiche o la commercialista Loreto Ruscio con delega al Bilancio. Di quest’ultima Di Pangrazio potrebbe non aver apprezzato la “guerra” fatta alla Regione Abruzzo in sua assenza, soprattutto sulla questione dell’impianto irriguo del Fucino.
UNA POLTRONA PER BABBO
Il recente passaggio di Filomeno Babbo in maggioranza potrebbe valergli un posto nell’esecutivo (per lui o qualche suo fedelissimo). Voci di corridoio danno per certa la poltrona per l’esponente del Movimento cristiano dei lavoratori che potrebbe subentrare a Emilio Cipollone, attuale assessore ai Lavori pubblici, oppure a Pierluigi Di Stefano, che detiene le deleghe allo Sport e alla Cultura. Non è esclusa, però, l’uscita di scena dell’assessore al Verde, Verdecchia. In tanti ipotizzano una rottura tra l’avvocato e l’esecutivo. Rottura culminata nel cambio delle deleghe: Verdecchia, infatti, si è visto togliere prima la delega all’Ambiente (affidata a Colizza) e poi la più recente delega alla Sicurezza (passata nelle mani del consigliere e comandante della polizia provinciale, Antonio Del Boccio).
ASSESSORI ESTERNI
Le poltrone da liberare dunque potrebbero essere più di due. Non sono, infatti, esclusi ingressi di assessori esterni a chiamata. Tra questi l’antropologo e docente universitario Ernesto Di Renzo che, recentemente, ha ricevuto da Di Pangrazio il mandato per lavorare alle promozione di un festival diffuso dell’agroalimentare (per ora siamo a livelli di annuncio). Difficile l’entrata in giunta dell’avvocato Antonio Milo che per numerosi impegni lavorativi era stato costretto a lasciare la presidenza di Aciam dopo pochi mesi (l’azienda dei rifiuti). E non sono esclusi colpi di scena. Al momento l’unica poltrona blindata resta quella del fedelissimo Domenico Di Berardino, braccio destro del sindaco Gianni Di Pangrazio e amico di vecchia data del fratello Giuseppe, già presidente del consiglio regionale.
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