Giunta nel caos, Casciani non molla

Maggioranza sempre più in crisi. E dal Pd arriva l’attacco al sindaco Di Piero
SULMONA. Con le dimissioni dell’assessore Rosanna Tuteri e con il documento firmato dagli altri tre amministratori, Catia Di Nisio, Katia Di Marzio e Attilio D’Andrea che hanno affidato il loro mandato nelle mani del sindaco, si è aperta ufficialmente la crisi a palazzo San Francesco. Crisi che il sindaco vorrebbe far slittare a dopo l’approvazione del bilancio ma che il rapido susseguirsi degli eventi sta accelerando. Una repentina accelerazione favorita soprattutto dalla “guerra” in atto all’interno della maggioranza tra la capogruppo di Sulmona Libera e Forte Teresa Nannarone, e gli attuali esponenti del Pd nella cui lista è stata eletta e dove ha ricoperto fino a qualche mese fa il ruolo di presidente del partito. Nannarone ha chiesto a Gianfranco Di Piero il dimissionamento del vicesindaco nonché segretario del circolo cittadino Franco Casciani, ritenendo insufficienti i risultati fin qui prodotti. Dal canto suo, Casciani, sostenuto dal suo partito, ha replicato dicendo che deve essere la Nannarone ad andarsene e a lasciare il suo posto in consiglio comunale proprio perché, dopo essere stata eletta nelle liste del Pd, è andata via sbattendo la porta, per approdare nel gruppo del sindaco. Insomma una situazione non proprio tranquilla che ha portato la minoranza a chiedere a Di Piero di farsi da parte. E proprio in risposta al duro attacco dell’opposizione, il primo cittadino aveva chiesto un segnale di sostegno dalla sua maggioranza, con cui si ribadiva piena fiducia all’attuale amministrazione. Ma il comunicato stampa preparato da Nannarone non è stato mai reso pubblico perché il capogruppo del Pd, Mimmo Di Benedetto, si è rifiutato di firmarlo e con lui tutti gli altri consiglieri del Pd. Cosa che ha spinto il sindaco, nella riunione di maggioranza che si è tenuta mercoledì sera, a minacciare le dimissioni. Intanto il Pd ieri sera, ha diffuso un comunicato in cui esprime solidarietà a Tuteri e attacca il sindaco per «le oblique modalità con le quali si intenderebbe perseguire l’azzeramento del governo cittadino che poco hanno a vedere con la politica e molto, invece, con quelle illusorie furbizie, per non dire giochetti, che una forza politica, organizzata e responsabile qual è il Pd, non può e non vuole assolutamente assecondare, in quanto rischiano di compromettere irrimediabilmente la tenuta e quanto ormai resta della compattezza di questa esigua maggioranza». (c.l.)
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