Giunta, ora c’è il rischio azzeramento

20 Settembre 2020

È la soluzione estrema per sbloccare lo stallo politico nella maggioranza dopo la sospensione dei tre assessori leghisti

L’AQUILA. C’è una mossa estrema per sbloccare la crisi in Comune: l’azzeramento della giunta. È l’asso nella manica del sindaco Pierluigi Biondi per forzare la mano e superare lo stallo politico in cui si ritrova la maggioranza da due mesi a questa parte. Dallo strappo di metà luglio, quando in consiglio il capogruppo della Lega Francesco De Santis rivolse valutazioni tutt’altro che lusinghiere all’indirizzo dell’amministrazione, suscitando la reazione del primo cittadino che ha sospeso le deleghe ai tre assessori del Carroccio, di passi in avanti in sostanza non ne è stato fatto nessuno. Alle recenti attestazioni di rinnovata fiducia e stima nei confronti del primo cittadino, espresse dal coordinatore regionale leghista Luigi D’Eramo e dal commissario comunale Giorgio Fioravanti, è seguito un eloquente silenzio da parte di Biondi. Non che le prese di posizione dei dirigenti del Carroccio non siano state apprezzate dal destinatario, ma per rimettere le cose a posto ci vuole ben altro.
Al di là delle parole serve un atto concreto: in pratica che la Lega rinunci a uno dei tre assessorati tuttora in sospeso. Dovrebbe farlo, secondo i sostenitori di questa tesi in seno alla maggioranza, in ragione della propria diminuita rappresentanza in consiglio. I soli tre consiglieri rimasti, dai cinque che erano all’insediamento, prima che Tiziana Del Beato ed Elisabetta De Blasis aderissero a Fratelli d’Italia, non giustificano la conferma in blocco degli assessori Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio. Il posto liberato dal Carroccio potrebbe andare a Forza Italia che, con i suoi 5 consiglieri, è il secondo gruppo più numeroso in maggioranza, ma anche all’ala di Fratelli d’Italia che in Comune fa capo all’assessore regionale Guido Quintino Liris. Il partito di Giorgia Meloni, con l’imbarco di Del Beato e De Blasis, ha portato ufficialmente a sette la propria rappresentanza in consiglio e quindi ritiene di poter legittimamente aspirare a un ulteriore assessorato.
A sfavore della Lega gioca anche il fatto che quest’ultima esprima la presidenza della commissione bilancio, nonché la guida dell’Ama e dell’ex Onpi, il Centro servizi per anziani. Si tratta di incarichi pesanti che rendono ancor meno plausibile la conservazione dei tre assessorati. Biondi, però, deve fare i conti anche con il rispetto della “quota rosa” in giunta. L’eventuale sacrificio di Fabrizia Aquilio, che nella Lega gode di una copertura politica più debole rispetto ai due colleghi finiti con lei nel limbo, imporrebbe al sindaco la designazione di un’altra donna. La soluzione della crisi, quindi, rischia di trasformarsi in un rebus senza vie d’uscita. Nessun progresso sostanziale è stato registrato anche all’esito del tavolo politico, a cui Biondi ha pure demandato l’individuazione di una soluzione extra-consiliare alle tensioni interne alla maggioranza.
Se ognuno resta sulle proprie posizioni, al di là dei convenevoli e delle manifestate intenzioni collaborative, il rischio è trascinare lo stallo politico fino al logoramento dell’alleanza. Per scongiurare questo scenario Biondi potrebbe ricorrere dunque alla soluzione estrema. L’azzeramento della giunta, con il ritiro di tutte le deleghe agli assessori, gli consentirebbe di riprendere in mano il pallino e riorganizzare la giunta secondo i nuovi assetti della maggioranza. Sarebbe un passo decisivo, ma che arriverà comunque dopo le elezioni comunali ad Avezzano.
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