Gli agricoltori: aiuti per contrastare il rincaro del gasolio

CASTEL DI IERI. «Se il prezzo del gasolio agricolo continua a salire a questi ritmi, tra poco non converrà neanche più accendere i trattori». È questa la previsione di Gianni D’Alessandro,...
CASTEL DI IERI. «Se il prezzo del gasolio agricolo continua a salire a questi ritmi, tra poco non converrà neanche più accendere i trattori». È questa la previsione di Gianni D’Alessandro, imprenditore agricolo di Castel di Ieri, che si è fatto portavoce della preoccupazione di tutti i colleghi della Valle Subequana, terrorizzati per il continuo aumento del costo del carburante agricolo.
«Ci stiamo accorgendo che prezzo aumenta ogni giorno di più», ha dichiarato l’agricoltore. D’Alessandro coltiva principalmente cereali e legumi. «Praticamente», ha aggiunto, «siamo partiti da inizio anno, a gennaio e febbraio, che costava 90 centesimi al litro e invece, a distanza di pochi mesi, siamo arrivati a giugno che costa un euro e 60 centesimi al litro. Se non si prenderanno provvedimenti seri e immediati si rischierà probabilmente la chiusura di tante aziende agricole. Ormai ci si sta rendendo conto che non conviene proprio più mettere in moto i trattori. Anche se i cereali costano un po’ di più rispetto alle altre colture, ci sono comunque tutta una serie di spese da sostenere come per esempio i concimi, la manutenzione dei trattori, i pezzi di ricambio e tanto altro».
D’Alessandro, che è anche consigliere di Confagricoltura L’Aquila, a primavera aveva chiesto l’aiuto delle autorità competenti per un altro problema che affligge il territorio: l’’invasione degli animali selvatici. Cervi e cinghiali, infatti, tra marzo e aprile distrussero interi campi già seminati mettendo a rischio i raccolti dell’intera stagione. (e.b.)
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