Gli albergatori chiedono sconti sulle tasse

25 Aprile 2020

In una lettera sollecitano il sindaco Biondi a sostenere le richieste della categoria ormai in ginocchio

L’AQUILA. Tre mesi senza prenotazioni, con una tendenza negativa fino a fine anno. Una situazione drammatica, che richiede la sospensione delle tasse almeno fino a fine anno. Gli albergatori aquilani hanno preso carta e penna e hanno scritto al sindaco Pierluigi Biondi. Lo hanno fatto all'indomani di una conference-call, che non ha sciolto i dubbi avanzati dagli operatori del settore su una ripresa «difficile ma necessaria». Sette richieste che sintetizzano cosa c'è da fare: sospensione e riduzione dei tributi locali fino al 31 dicembre prossimo, per i periodi di inattività delle aziende, con rateizzazione a medio e lungo termine e senza interessi.
Gli albergatori sollecitano il sindaco anche «a rappresentare, in sede governativa, la richiesta di annullamento dei tributi e l’estensione degli ammortizzatori sociali» e chiedono «chiarimenti sull’impegno del primo cittadino a supportare il soggiorno dei lavoratori edili nelle strutture ricettive cittadine, sulla vigilanza e il controllo sanitario delle attività ricettive extra alberghiere e sul rispetto dei protocolli che saranno predisposti per il contenimento della pandemia».
E battono cassa: il Comune deve saldare i debiti residui nei confronti dei gestori degli hotel. Un quadro da mettere a punto «in un incontro riservato con gli operatori del turismo».
La lettera porta la firma dei gestori degli alberghi aquilani: Mara Quaianni, presidente di Federalberghi, Federica Terenziani del San Michele, Ada Fiordigigli, hotel Fioridigigli, Tiziana Gallo, hotel Castello, Riccardo Paolini dell’Azzurro, Silvana Contento, La Magione Papale, Sandro Verlinghieri, 99 Cannelle, Maurizio Mucciarelli, Oasi Vetoio, Giorgio Carissimi dell'hotel L’Aquila, Roberto Tomei, La Compagnia del Viaggiatore, Roberto Laglia direttore Federico II, Jean Pierre Corrieri, Canadian, Fabrizio Bellassai, Il Nido dell’Aquila, Mario Di Giovanni, Amiternum, Stefano Cardelli, hotel della Posta e Angela Maria Giampaoli, Giampy. «La quasi totalità delle strutture ricettive aquilane ha dovuto chiudere i battenti a causa dell’azzeramento delle prenotazioni, senza la certezza che ci siano le condizioni per riaprire», spiegano gli albergatori, «è per questo che le chiediamo di farsi attore e portavoce delle nostre richieste».
In una nota congiunta il sindaco Biondi e l'assessore al turismo Fabrizia Aquilio, ammettono che «il settore è tra i più penalizzati dall’emergenza coronavirus. Stiamo predisponendo una delibera per il differimento dei termini del versamento della Tari a settembre. Per quanto riguarda l’Imu, il Comune funge solo da cassiere, perché l’intero importo, fino all’aliquota minima applicata dello 0,76% viene riversato nelle casse dello Stato».
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