Gli allievi dell’alberghiero alla comunità “figlia di Sion”

8 Febbraio 2017

ROCCARASO. Quando la scuola si fa cammino di vita. Quando, in un giorno che può sembrare uno dei tanti, puoi imparare cose che forse non sono in nessun libro. È stato questo, per gli studenti delle...

ROCCARASO. Quando la scuola si fa cammino di vita. Quando, in un giorno che può sembrare uno dei tanti, puoi imparare cose che forse non sono in nessun libro. È stato questo, per gli studenti delle classi IV dell’Istituto alberghiero “De Panfilis” di Roccaraso, l’incontro con i ragazzi della comunità di recupero “Figlia di Sion”, tenuto lunedì, nell’ambito del progetto “Educhiamoci all’empatia”, voluto dal dirigente scolastico, Massimo Di Paolo, e organizzato dalle docenti dell’istituto. La comunità sorge a Castel di Sangro e accoglie una ventina di ospiti. Alle spalle storie di dipendenza. Droga, alcool, gioco. Davanti a loro un’altra possibilità. L’incontro è iniziato con la proiezione del video “Fuori strada”, girato dai ragazzi della comunità. Poi spazio alle testimonianze. «Ho iniziato con piccole trasgressioni per sentirmi uguale agli altri», ha raccontato il presidente Domenico Desiderio, «poi non mi è bastato più. Prima uno spinello, quindi lo spaccio per procurarmi soldi e sostanze. La coca, il carcere, l’eroina. Fino a quando sono stato cacciato di casa». Il fondo. E l’arrivo in comunità. Qui la lenta risalita, dura, ma vera. Come quella di Simone, di Carlo e di Riccardo. Ad accompagnarli la psicologa Antonella Petrellla. «L’invito ricevuto dall’alberghiero ci ha fatto molto piacere», ha detto. «Gli ospiti della comunità sono stati felici di condividere la loro storie e per la scuola è stata una bella occasione per mostrarsi vicina alle esigenze dei giovani». Presente anche l’assessore alle politiche sociali di Castel di Sangro. (a.c.)

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