Gli allievi della Pomilio trasferiti, la Don Bosco è agibile a metà

Subito dopo il terremoto del 24 agosto anche in città è dilagata una vera e propria psicosi che ha spinto centinaia di genitori a chiedere agli amministratori comunali dati e certezze sulla...
Subito dopo il terremoto del 24 agosto anche in città è dilagata una vera e propria psicosi che ha spinto centinaia di genitori a chiedere agli amministratori comunali dati e certezze sulla stabilità degli edifici scolastici. Mentre per alcune situazioni il Comune e i tecnici hanno deciso di attendere conferme da ulteriori verifiche, per altre hanno adottato la via d’uscita più breve: trasferimento immediato. È andata così per i bambini della scuola primaria “Mario Pomilio” (ex San Simeo). L’indice di vulnerabilità della struttura era talmente basso che senza pensarci due volte la giunta Di Pangrazio, nei giorni che hanno preceduto il suono della campanella, ha adottato un provvedimento di chiusura, spostando gli alunni in un’ala del vicino Istituto tecnico economico “Galileo Galilei”.
Più complessa la situazione per i ragazzi della scuola primaria “Don Bosco” a Borgo Pineta. Dagli ultimi controlli effettuati prima dell’inizio dell’anno scolastico è emerso che metà della scuola non è sicura, mentre l’altra metà sì. Per questo è stato disposto il trasferimento di nove classi all’Istituto industriale “Ettore Majorana” in attesa che l’edificio venga messo in sicurezza, mentre le altre otto che si trovano nell’ala che ha un indice di vulnerabilità sismica pari a 0.75 sono rimaste nella struttura di Borgo Pineta.
Resta chiusa anche la scuola “Vivenza” ad Avezzano, dove sono in corso lavori di ricostruzione di un’ala e di adeguamento di un’altra. Il sindaco ha detto che parte degli alunni attualmente dislocata al Noesis tornerà alla “Vivenza” entro dicembre.

