Gli ambientalisti: ancora ignoti i dati sull’inquinamento

6 Maggio 2018

CAGNANO AMITERNO. Il comitato “Aternoaria”, confortato dalla diffida inviata dalle amministrazioni comunali interessate, desidera evidenziare ancora una volta che «nonostante le rassicurazioni...

CAGNANO AMITERNO. Il comitato “Aternoaria”, confortato dalla diffida inviata dalle amministrazioni comunali interessate, desidera evidenziare ancora una volta che «nonostante le rassicurazioni sbandierate su protocolli e presunti controlli aggiuntivi, «a oggi non risultano pubblicati i dati sui monitoraggi di aprile relativamente agli inquinanti base del cementificio di Cagnano Amiterno. Evidenziamo come gli stessi dovrebbero essere controllati in continuo e pubblicati immediatamente sul sito del Comune, come previsto dall’Aia del 2015 (Autorizzazione integrata ambientale)». «Gli stessi dati», dicono gli ambientalisti, «dovrebbero inoltre comprendere anche i controlli effettuati sui valori di mercurio, cromo, arsenico, cadmio, piombo, tallio, rame, manganese e le diossine che si sviluppano dalla combustione dei rifiuti plastici presenti nel Css e che a oggi non ci risulta siano mai stati resi noti». «Ricordiamo», dicono gli ambientalisti, «comprese le autorità preposte ai controlli, che alcuni di tali inquinanti sono dichiarati dalle autorità sanitarie come cancerogeni certi. Rammentiamo inoltre che in occasione del consiglio comunale del 27 marzo 2018 il sindaco di Cagnano Iside Di Martino rassicurava pubblicamente paventando una collaborazione con l’Università dell’Aquila su presunti controlli aggiuntivi che non ci risulta siano mai stati effettuati. Infine ribadiamo di non essere a conoscenza del piano industriale e di conseguenza di non sapere come, quando e se viene rispettata la percentuale di Css autorizzata. Non è tollerabile che i responsabili delle istituzioni preposte alla tutela della salute non diano la minima informazione in merito». «Spiace constatare come, a distanza ormai di 6 mesi dall’inizio della combustione del Css nel cementificio», concludono dal comitato la cui portavoce è Maria Fioravanti, «non sia stata ancora fornita alcuna garanzia per la salute pubblica e dell’ambiente».
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