Gli ambulanti sospendono lo sciopero

Prove di dialogo con l’amministrazione. E la Confcommercio bolla come un «grave errore» lo spostamento delle bancarelle
AVEZZANO. Domani niente sciopero degli ambulanti: la terza giornata di protesta consecutiva per dire no allo spostamento del mercato nella zona della Campana della Pace – comunque sospeso dal Suap dopo la diserzione di massa all’assegnazione delle 143 postazioni – è stata annullata dalle associazioni di categoria. Il tutto per provare a riannodare i fili del dialogo.
Gli ambulanti, quindi, allentano la spinta e danno un segno di “apertura” all’amministrazione, «l’ennesimo», affermano Giovanni Cioni (Fiva Confcommercio area Marsica), Roberta Masci (Cidec) e Carlo Rossi (Confesercenti), «nella speranza di trovare le porte aperte al confronto. Il nostro intento è sempre quello di collaborare e trovare la soluzione migliore per mantenere il mercato in centro città». L’alternativa alla zona Nord della Campana della Pace, in fase di elaborazione finale dei tecnici ingaggiati dalle associazioni, dovrebbe arrivare sul tavolo del sindaco a stretto giro di posta. «Stanno definendo gli ultimi dettagli», spiegano. «La settimana prossima la porteremo al Comune per un confronto con l’amministrazione».
Qualcosa, comunque, sembra muoversi a palazzo di città, dove oggi, alle 19, il gruppo Udc – il vicesindaco Lino Cipolloni, i consiglieri Leonardo Rosa, Luigia Francesconi e Marco Natale – riceverà una delegazione dei rappresentanti degli ambulanti in Comune.
«Andremo ad ascoltare», affermano i responsabili delle associazioni di categoria, «e a spiegare le nostre ragioni». Ieri pomeriggio, invece, al Suap, dopo la richiesta di sospensione delle graduatorie, in alcuni casi errate, i rappresentanti di categoria hanno partecipato a una riunione tecnica per superare le criticità. Intanto, Confcommercio reputa un «grave errore spostare il mercato in periferia» e auspica «la ripresa di un confronto costruttivo tra l’amministrazione comunale e gli ambulanti. Chi non ascolta il grido d’aiuto di chi lavora», afferma il presidente, Roberto Donatelli, «rimarrà comunque insensibile, favorendo l’impoverimento di tutta la città. La decisione dell’amministrazione, che sostiene di affrontare il problema del centro spostando l’unica manifestazione di mattina che aggrega la gente, aiuta anziani e famiglie, porta clienti agli operatori fissi e accontenta la totalità degli ambulanti, è assurda. L’amministrazione non cancelli un pezzo di storia economica e sociale e ascolti gli operatori senza alcuna minaccia per poter finalmente procedere al ritorno del mercato in centro: per la città e la crescita economica di una specifica categoria – gli ambulanti –la cosa può assumere un significativo rilievo». (m.s.)
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