Gli Arcieri Arcobaleno puntano a crescere

28 Marzo 2018

AVEZZANO. La nascita della Asd Arcieri Arcobaleno di Avezzano, risale al 1997. Un manipolo di una decina di persone con la passione per il tiro con l'arco, diede vita a una associazione che passo...

AVEZZANO. La nascita della Asd Arcieri Arcobaleno di Avezzano, risale al 1997. Un manipolo di una decina di persone con la passione per il tiro con l'arco, diede vita a una associazione che passo dopo passo sta raccogliendo sempre nuovi proseliti. Gli anni della presidenza di Daniela Montuori e Giancarlo Colantonio, sono ormai lontani, ma la passione che anima questi praticanti è rimasta quella di un tempo. Ma nella Marsica bisogna fare spesso i conti con il cattivo tempo e la necessità di reperire una struttura al coperto nella quale allenarsi, diventa il primo problema da risolvere. Viene concesso l'utilizzo della palestra della scuola media da Vinci e nel 1999 gli iscritti crescono in maniera esponenziale. I ragazzi partecipano ai Giochi della gioventù, arrivando fino alla fase nazionale. Il 2001 rappresenta l'anno della svolta. La semina dei dirigenti trova terreno fertile nel coinvolgimento delle scuole, così che alla prima generazione ne segue un'altra sempre più giovane e numerosa, fino alla nascita di un talento che assurge a traguardi di assoluto valore. Sarà infatti Alessandra Chiarilli a conquistare nel 2007 la medaglia di bronzo ai campionati italiani assoluti, confermandosi anche l'anno successivo quando ottiene la qualificazione per la fase finale ai nazionali di “tiri di campagna”, per entrare poi nel giro della Nazionale. Ma non c'è solo Alessandra Chiarilli a tenere alto il vessillo della squadra; ottengono piazzamenti di prestigio anche Marco Colantonio e Giovanni D'Alessandro. Ma grandi meriti nel corso degli anni, li hanno avuti Anna Cascone, Francesco Cecere e Ugo Barone. Arco nudo, olimpico o compound: dipende solo dalla scelta dei singoli; quello che invece accomuna questi novelli Robin Hood è la passione per uno sport che richiede tanta concentrazione e una buona preparazione fisica, perché è pur vero che non bisogna correre, ma tenere le braccia ferme per centrare un bersaglio che può stare anche a 70 metri di distanza, non è cosa che si possa ottenere senza un’ adeguata condizione atletica.
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