Gli asili nido non bastano più: 85 bimbi aquilani restano fuori

19 Gennaio 2023

Tutto esaurito nelle strutture private convenzionate e in quelle pubbliche, respinte altre richieste Ma c’è il piano per aumentare i posti con un nuovo polo comunale. È polemica su Ape Tau di Coppito

L’AQUILA. Ottantacinque bimbi aquilani restano fuori dagli asili nido della città: tanti sono quelli per cui i genitori hanno chiesto l’iscrizione dopo il recente avviso. Zero le domande accolte. È tutto esaurito, infatti, nei nidi del Comune o privati convenzionati, che possono ospitarne al massimo 164. Il numero è uscito fuori dalla riunione della commissione consiliare “Politiche sociali”, che si è riunita martedì sera su convocazione del presidente Fabio Frullo, in scena subito dopo quella della commissione “Gestione del territorio” che ha invece trattato il tema della ricostruzione scolastica. Presenti anche il funzionario comunale Alberto Baiocchetti, secondo cui «l’impennata di iscrizioni è arrivata dopo il Covid», e l’assessore al rampo Manuela Tursini, che ha annunciato un piano per ampliare l’offerta di nidi in città.
LA SITUAZIONE
Come detto, la capienza massima dei nidi a servizio pubblico in città è di 164 bimbi. Tanti possono essere accolti nei quattro asili privati convenzionati – “Il Parco del Vera”, “Il Giardino delle Fiabe”, “Wascaranza Baby” e “Mrs Nanni Park” – nella “Casetta fantasia”, gestita dall’Azienda farmaceutica municipalizzata Afm, e nel nido comunale Primo maggio, trasferito in via Ficara. Per soddisfare tutte le richieste avanzate dai genitori aquilani in questo anno scolastico servirebbero in totale 249 posti.
IL PIANO
Il Comune ha quindi un piano per portare la capienza degli asili nido a servizio pubblico a 251, come illustrato dalla stessa Tursini. I primi sette posti, anzi, dovrebbero essere disponibili già nelle prossime settimane, ricavati nel nido Primo maggio. Per il nuovo anno scolastico, entro settembre, quindi, l’obiettivo è di ampliare la Casetta Fantasia aggiungendo 20 posti per i bimbi e di allestire un altro nido comunale nel Musp delle scuole Micarelli. Per il futuro, invece, c’è il progetto – finanziato dal Pnrr – per la demolizione e la ricostruzione dell’asilo Primo maggio di Pile, teatro della tragedia del piccolo Tommaso del 18 maggio scorso.
l’APE TAU E LE POLEMICHE
In commissione, il consigliere Paolo Romano, capogruppo di L’Aquila Nuova, ha proposto anche la riapertura del nido Ape Tau di Coppito, che versa nel degrado e che potrebbe ospitare altri 15 bimbi. L’assessore Tursini stessa a settembre, dopo un grave atto vandalico, aveva annunciato la volontà di riaprire il nido di via Murata Gigotti donato dopo il sisma dalla comunità di Mantova e chiuso nel 2015. Del resto un anno fa la giunta Biondi aveva approvato l’atto di indirizzo per cercare privati interessati a gestirlo, ma poi non erano stati prodotti gli atti successivi. A margine della riunione della commissione, dopo aver riproposto il tema di Ape Tau, Romano è tornato a polemizzare con l’amministrazione: «L’ultimo avviso del Comune dell’Aquila sui nidi ha generato una graduatoria di ben 85 famiglie. Sono state evase zero richieste. È impensabile per un comune capoluogo di regione. Il fenomeno non può essere derubricato a situazione eccezionale, ma alla mancanza di una programmazione politica che negli anni avrebbe dovuto favorire un ampliamento dell’offerta. Quando si dice che il Pnrr avrebbe offerto una impostazione programmatica per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, si pensava a questo, non alle pavimentazioni».
Poi sul tema della ricostruzione: «Ci sono scuole che non vengono mai menzionate, come l’elementare di Coppito, la Carducci e dla De Amicis. E c’è mancanza di visione sull’area della Caserma Rossi. In generale, la sostanza è che la maggior parte dei ragazzi aquilani sarà destinata ancora per anni ai moduli provvisori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA