«Gli operatori Asm devono fare corsi di formazione»

L’AQUILA. «Non viviamo in uno stato di emergenza, ma piuttosto in quello di una forzata normalità, tra gru e impalcature, cantieri e strade bloccate. Se di emergenza si deve parlare, forse la stessa...
L’AQUILA. «Non viviamo in uno stato di emergenza, ma piuttosto in quello di una forzata normalità, tra gru e impalcature, cantieri e strade bloccate. Se di emergenza si deve parlare, forse la stessa andrebbe ricercata nella malaugurata ipotesi della restituzione da parte di Asm di 2 milioni di euro di tasse sospese a causa del sisma». La nota è dei sindacati Fp-Cgil, Uiltrasporti L’Aquila e Ugl, in merito alle notizie di questi giorni a proposito di raccolta rifiuti, differenziata, Tari e l’emergenza invocata dal responsabile del servizio.
«In una siffatta trasformazione della città, del suo centro storico, sarebbe stato necessario fornire ai lavoratori Asm un’adeguata e precisa formazione, soprattutto in materia di sicurezza, relativamente all’operare in luoghi ad alta probabilità di rischi da interferenze», sostengono i sindacalisti. «In un momento di trasformazione del sistema dell’igiene ambientale, la formazione del personale è un fattore di crescita professionale e di miglioramento qualitativo del servizio. Sono anni che in Asm non vengono organizzati corsi di formazione per la qualificazione del personale. Ciò vuol dire investire sui lavoratori, perché è proprio dalla formazione degli addetti che nasce la qualità del servizio. Investire sugli automezzi, poiché si continua a operare con gli stessi automezzi utilizzati per la raccolta stradale aventi la vasca contenitrice alta per cui il lavoratore è costretto ad alzare – ad un’altezza che va oltre la testa – il mastello carico di rifiuti. Tanto è vero», concludono, «che c’è un aumento degli infortuni, soprattutto a causa di traumi che interessano le spalle e/o la schiena. A ciò si aggiunge che i lavoratori lamentano difficoltà nello svolgere il servizio anche con i recenti automezzi acquistati da Asm che parrebbero inidonei alla raccolta “porta a porta” in quanto alti e privi del sistema di compattazione dei rifiuti».

