Gli operatori: «Riaprite gli impianti o è la fine»

13 Gennaio 2021

di Massimiliano Lavillotti ROCCARASO. «Siamo a un passo dal tracollo, se non ci lasceranno riaprire al più presto per salvare il salvabile, per le popolazioni della montagna sarà la fine». Preoccupa...

di Massimiliano Lavillotti ROCCARASO. «Siamo a un passo dal tracollo, se non ci lasceranno riaprire al più presto per salvare il salvabile, per le popolazioni della montagna sarà la fine». Preoccupa gli operatori del Consorzio Skipass Alto Sangro l’ipotesi paventata dal Governo di tenere fermi gli impianti sciistici anche dopo il 18 gennaio. Difficilmente le piste da sci apriranno lunedì prossimo. Anche l’ultima data possibile per un inizio della stagione sciistica, fissata dal ministro Speranza con le Regioni, sembra non praticabile. È quanto trapela dagli incontri che stanno definendo il Dpcm che sarà varato in settimana. Ma la notizia di un possibile rinvio della riapertura degli impianti a fine gennaio, così come suggerito dal Comitato tecnico scientifico, scatena la dura reazione dei gestori delle stazioni sciistiche dell’Alto Sangro, che esprimono forte preoccupazione per gli inevitabili danni a tutto il settore della montagna. «Francamente non riesco a capire questo accanimento nei confronti delle stazioni sciistiche», osserva Venturino Margadonna, presidente del consorzio Skipass Alto Sangro. «che sono bloccate dall’8 marzo dello scorso anno con conseguenze pesantissime per l’intero territorio montano. L’ennesima fumata nera rappresenterebbe una beffa e un’ulteriore tegola non solo per i gestori ma soprattutto per i lavoratori stagionali che da oltre 30 anni vivono di turismo invernale». In Alto Sangro su una popolazione di 15 mila residenti sono oltre 1,500 le persone che lavorano e percepiscono un reddito grazie al sistema turistico invernale. «Stesso discorso vale per le numerose attività economiche e le strutture ricettive», conclude Margadonna, «ormai al collasso. Non ci sarebbe più motivo di aprire se decidessero di arrivare a fine mese, o peggio, agli inizi di febbraio». «La montagna sta subendo un duro colpo», sottolinea Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso e presidente del Collegio abruzzese dei maestri di sci, «i danni sono ingenti e i ristori per gli operatori del settore devono essere immediati e proporzionati al tempo di chiusura e alla media del fatturato dello stesso periodo degli ultimi 3 anni. Le imprese , soprattutto quelle piccole, non possono aspettare».
«Occorre prendere una posizione netta a favore dell’apertura in sicurezza degli impianti da sci dell'Alto Sangro», dichiara Alessandro Amicone, presidente dell'associazione Roccaraso Futura in un appello alla Regione. «A maggiore ragione quando apprendiamo che in Alto-Adige le piste riapriranno il 18 gennaio».Preoccupazione anche a Pescasseroli. «È una situazione che a questo punto ci porterà al tracollo», dice Italo Gallinelli, amministratore della società Alta Quota che gestisce gli impianti, «abbiamo affrontato comunque delle spese ma alla fine rischiamo di non lavorare. Sollecitiamo sostegni dalla Regione e ristori importanti ed immediati per la filiera della montagna dal governo ».