Gli studenti adottano 4 castelli

30 Aprile 2019

Il progetto servirà a veicolare il brand “L’Aquila città dei 99”

L’AQUILA. Un progetto per promuovere il turismo di qualità attraverso lo studio del territorio aquilano partendo da 4 castelli fondatori. È l’idea presentata ieri all’IIS Amedeo d’Aosta nel workshop cittadino per il lancio del progetto “L’Aquila, città della memoria e della conoscenza”. L'iniziativa coinvolge l’indirizzo Turismo dell’istituto ed è stata presentata dalla dirigente, Maria Chiara Marola, dalla rappresentante dell’ufficio scolastico regionale Antonella Calcagni, dall’assessore comunale Fabrizia Aquilio e dai delegati dei 4 comuni coinvolti insieme all’Aquila. Gli studenti adotteranno alcuni dei castelli dei dintorni dell’Aquila, uno per ogni quarto, e approfondiranno gli aspetti storici collegati realizzando così il più vasto progetto di poter veicolare il brand “L’Aquila Città dei 99” come esperienza di turismo sostenibile. Questo progetto è finanziato con i fondi Restart e seguirà un tracciato tematico che nel prossimo mese di ottobre coinvolgerà una quarantina di studenti in visite guidate alla riscoperta del castello di Ocre (6 ottobre), di quello di san Pio delle Camere (13 ottobre), di Pizzoli (20 ottobre) e di Collimento di Lucoli (27 ottobre). L’idea è quella di promuovere un programma culturale di valorizzazione del patrimonio storico-artistico in riferimento ai castelli fondatori presenti sul territorio aquilano e dei borghi che hanno contribuito alla fondazione del capoluogo abruzzese. La collaborazione con il Comune dell’Aquila ha lo scopo di trovare un brand capace di rilanciare la città verso una forma di turismo culturale di interesse non solo locale ma nazionale, partendo dalla riscoperta delle origini della città e indirizzando la storia verso il racconto dei tanti eventi che conducono prima i cittadini e poi i visitatori alla consapevolezza del patrimonio di appartenenza. Le attività si inseriscono infatti nel percorso per le competenze trasversali e di orientamento (ex alternanza scuola-lavoro), partendo dai riferimenti storici, come la Cronica di Buccio di Ranallo, le documentazioni d’archivio e la storiografia ufficiale. (r.p.)