Gran Sasso Acqua, Santangelo non si candida

Oggi il cda per la presidenza dell’ente: in corsa Perrotti, Ricciuti, De Paulis, Paravano e Leone
L'AQUILA. Ore decisive per la nomina del nuovo presidente della Gran Sasso Acqua, la società che gestisce il ciclo idrico dell'intero comprensorio aquilano. Alle 17 è fissata la riunione del consiglio di amministrazione dell'ente, il cui maggior azionista è il Comune dell'Aquila, che detiene il 47 per cento delle quote. Un vertice da cui uscirà il nome del presidente, dopo le dimissioni di Americo Di Benedetto, che ha guidato la Gsa per ben 11 anni. Nomina fiduciaria che spetta al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, chiamato a dare l'indicazione sul successore di Di Benedetto: grande escluso il favorito Salvatore Santangelo, già vicepresidente dell'azienda, che ha preferito non partecipare alla competizione e non ha presentato la candidatura. Un colpo di scena, considerando che si tratta di una poltrona fortemente ambita. Al bando per la selezione, scaduto il 13 luglio scorso, hanno partecipato in 67: tra i nomi di spicco, Ettore Perrotti, presidente dell'Ordine provinciale dei commercialisti e componente del collegio sindacale della Gran Sasso Acqua, l'ex consigliere regionale Luca Ricciuti, l'ex assessore comunale Sergio De Paulis, il vice presidente del Tsa, Adolfo Paravano, e il dirigente regionale della Protezione civile, Altero Leone.
Il rinnovo delle cariche riguarda l'intero consiglio di amministrazione, con tre membri all'attivo: per il presidente è previsto uno stipendio annuo di 30mila euro, 18mila euro per i componenti del cda. E ancora, i tre componenti del collegio sindacale e il revisore dei conti. Non tutte le caselle verranno assegnate all'attuale maggioranza di governo, dato che le nomine sono di natura politica. Cinque dovrebbero essere appannaggio dell'area di centrodestra, due della minoranza. Una partita importante, su cui non sono trapelate indiscrezioni, vista anche la delicatezza dell'operazione. La Gran Sasso Acqua è titolare della più grande commessa pubblica del post-sisma: la realizzazione del tunnel intelligente dei sottoservizi, che ingloba la rete idrica, fognaria, internet e telefonica e che servirà tutto il centro storico dell'Aquila. Un'opera da 80 milioni di euro, divisi in vari lotti. L'appalto del primo intervento, da 40 milioni di euro, è andato all'Associazione temporanea di imprese (Ati), costituita dalle ditte aquilane Edilfrair e Taddei e dall'Acmar di Ravenna. In campagna elettorale la Gsa è finita al centro delle polemiche per una presunta incompatibilità di Di Benedetto, candidato sindaco per il centrosinistra e presidente della Gran Sasso Acqua fino al 14 luglio, quando ha rassegnato le dimissioni. La società ha gestito come stazione appaltante tutta la fase iniziale dei lavori: a breve partirà anche il secondo lotto, che riguarderà l'area di viale della Croce Rossa .
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