Gran Sasso, impianti senza elettricità

Si attende il riallaccio della fornitura per alimentare le Fontari in attesa dei test. E la riapertura slitta ancora
L’AQUILA. Ora si parla di metà febbraio. Ma sono tante le incognite che potrebbero far slittare ancora l’apertura della stazione sciistica di Campo Imperatore. I lavori per la sostituzione della seggiovia delle Fontari sono praticamente finiti, ma si attende che l’Enel provveda al riallaccio dell’alimentazione elettrica, per poter mettere in funzione l’impianto e chiedere all’Ustif di effettuare il collaudo.
Intanto, è stato pubblicato il bando per la gestione dell’ostello, dopo gli interventi di ristrutturazione, ma è improbabile che la struttura ricettiva possa essere utilizzata per quello che resta della stagione invernale. E domani prenderà servizio il nuovo responsabile tecnico del Centro turistico del Gran Sasso, l’ex assessore provinciale Mauro Fattore, chiamato in corsa dal sindaco Pierluigi Biondi a sostituire il dimissionario Carlo Bolino, che ha affiancato per un breve periodo il commissario dell’azienda Domenico de Nardis. Insomma, anche se si riuscirà a tagliare il nastro, è chiaro che alla nuova amministrazione spetta il compito di affrontare una volta per tutte il progetto di rilancio del Gran Sasso. Iniziando dal Ctgs, che si trascina da anni, in vista di una privatizzazione tanto decantata, ma mai concretizzata.
«La stagione invernale si deve aprire», afferma il direttore della stazione Marco Cordeschi, «ma poi bisogna mettere mano a una programmazione seria delle prossime attività, soprattutto per dare dignità a una società, Il Ctgs, che altrimenti non ha più senso di esistere». Cordeschi, che è anche il direttore dei lavori per le Fontari, fa il punto della situazione. «Il nuovo impianto è finito, sono stati installati anche i portoni alle due stazioni di monte e valle e restano solo alcuni piccoli interventi, come il rivestimento esterno degli edifici, che saranno fatti a primavera. Siamo in attesa che l’Enel, speriamo già in settimana, provveda al riallaccio dell’alimentazione elettrica necessaria per mettere in servizio la seggiovia, che dovrà girare a vuoto per qualche giorno, per testarne la funzionalità prima del collaudo definitivo dell’Ustif. Ormai fare previsioni sull’apertura è diventato un terno al lotto», sottolinea Cordeschi, «perché non si può prescindere da una serie di incognite, comprese le condizioni del tempo. Ma se si riesce a partire per metà febbraio, si potrà sciare almeno fino ad aprile, visto che la neve è tanta». Gli sciatori non troveranno però strutture ricettive, a parte il rifugio Fontari: chiusi l’hotel Campo Imperatore, di cui nessuno si è voluto sobbarcare la gestione, date le condizioni in cui si trova, e l’ostello. Il bando per l’affidamento, a un canone annuo di oltre 32mila euro, viene ritenuto esoso e c’è il timore che vada a vuoto.
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