Gran Sasso, pienone e allerta sicurezza

15 Agosto 2019

La montagna si conferma meta privilegiata anche d’estate. Ma in quota salgono troppi escursionisti sprovveduti

L’AQUILA. C’è chi la sceglie per le escursioni, chi per lo sport, chi semplicemente per il contatto con la natura. La montagna piace sempre di più e si conferma meta privilegiata anche d’estate. Il Gran Sasso non smentisce il trend nazionale. Complici le temperature roventi, sulla vetta aquilana si registra il pienone, con presenze costanti dal mese di giugno, come confermano gli operatori turistici. E quello odierno sarà un Ferragosto all’insegna del sold out nelle strutture ricettive, nonostante la storica carenza di servizi e infrastrutture. Dopo gli ultimi incidenti in quota e i due decessi per malore, nei due versanti, l’amministratore unico del Centro Turistico Gran Sasso Dino Pignatelli raccomanda prudenza, oltre ad attrezzatura e abbigliamento adatti.
BOOM DI PRESENZE. La stagione estiva non sta deludendo le aspettative: «C’è molta affluenza, sia di aquilani che di turisti», spiega Pignatelli, «e se riusciamo a chiudere il mese di agosto con questi numeri, sarà veramente una buona annata, per la nostra montagna. Tanta gente sale a Campo Imperatore in macchina, ma stanno funzionando bene anche la funivia, con tariffe pomeridiane agevolate, e la seggiovia delle Fontari, con la quale è finalmente possibile trasportare anche le bici. E questa si è rivelata una scelta vincente. Devo dire che le escursioni in bike stanno riscuotendo grande successo, le biciclette possono essere noleggiate, sia alla Villetta, sia a Montecristo sia a monte. Gettonate pure le semplici passeggiate, visto che sopra si respira, durante queste giornate torride».
RICETTIVITÀ E CARENZE. Le strutture ricettive, alla base della funivia e in quota, stanno lavorando a pieno ritmo e sarà un ottimo Ferragosto. Ma restano tanti problemi da affrontare, a cominciare dalla carenza di servizi, che si fa sentire soprattutto in questi giorni. «La montagna è sempre più apprezzata d’estate», afferma Roberto Bellassai, titolare dell’hotel Nido dell’Aquila, «e ad agosto lavoriamo tanto. Il Gran Sasso attrae sempre, anche solo per il nome, ed è in grado di battere, in termini di presenze, anche altre località montane: immaginiamo come potrebbero andare le cose, se fosse gestito diversamente. Sarebbe una risorsa enorme, non per noi operatori turistici locali, ma per l’intera città, se la politica si desse da fare». Rincara la dose Pignatelli: «Le strutture sono insufficienti, mancano le infrastrutture, non riusciamo ad accogliere i visitatori come si dovrebbe. Un esempio: nonostante i mugugni iniziali, è decollato il parcheggio a pagamento nel piazzale di Campo Imperatore. E andrebbe ampliato, se si trovasse un accordo con la Provincia. Ma per il resto è una giungla, le auto sono ammassate lungo la strada, non c’è rispetto per l’ambiente. Magari la presenza della polizia municipale sarebbe un deterrente e si potrebbe riportare un po’ di ordine».
ALLERTA SICUREZZA. Due escursionisti, un 64enne di Roma e un 65enne veneto, sono deceduti tra lunedì e martedì scorsi mentre si trovavano sul Gran Sasso: colti da un malore, non ce l’hanno fatta, nonostante i soccorsi tempestivi. I recuperi di escursionisti in difficoltà sono continui. Il soccorso alpino, il 118, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine sono sempre pronte a rispondere alle emergenze. Ma spesso c’è chi si avventura senza la giusta prudenza: «Vedo gente che sale impreparata», dice Pignatelli, «sia tecnicamente sia come abbigliamento, che invece non va sottovalutato. In questi giorni tutto il personale del Centro turistico è stato richiamato dalle ferie, per garantire controlli ed eventuale assistenza». La stazione è stata dotata di due defibrillatori, donati dai familiari di Giuseppe Ioannucci, imprenditore scomparso il 25 aprile scorso sul versante aquilano del massiccio, dopo un malore.
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