Gran Sasso, rispuntano i cannoni sparaneve

27 Dicembre 2019

Pignatelli (amministratore del Centro turistico) replica al direttore della Scuola sci: «Il progetto esiste dal 1990. Bisogna soltanto rimetterlo in campo e lo farò subito»

L’AQUILA. Campo Imperatore è l’unica stazione sciistica abruzzese che potrebbe aprire a novembre, se solo avesse l’innevamento programmato. «Ma il Gran Sasso è lontano dai pensieri della politica», secondo il direttore della scuola di sci Assergi Gran Sasso Luigi Faccia. I suoi sono auguri di Natale amari, ma non rassegnati: «Gli operatori economici», dice Faccia, «passeranno un Natale triste. Chi è responsabile faccia un bagno di umiltà. E sto parlando degli ultimi 10 anni di amministrazione comunale, anche se nell’ultimo periodo c’è stata una spintarella in più verso il precipizio». Un Natale senza sci, per gli aquilani, suona come una beffa: la situazione meteo anomala di questi giorni ha lasciato a secco di neve tutte le stazioni sciistiche, ma «la presenza dei cannoni ci avrebbe permesso di lottare», aggiunge Faccia, «come stanno facendo altrove. Qui, con le nostre temperature, avremmo potuto dare ai turisti ciò che vogliono. Invece rimarremo a guardare». Il suo messaggio, diffuso attraverso la pagina Facebook del gruppo #SaveGranSasso, raccoglie consensi e scatena il dibattito su un tema di cui si discute da tempo. Tra i primi a rispondere c’è l’amministratore unico del Centro Turistico, Dino Pignatelli, che si prende un impegno: «Caro Luigi», scrive Pignatelli, «è inutile prendersela con gli amministratori attuali, se passi in ufficio ti faccio vedere il progetto da me fatto nel 1990. Sono storie vecchie, che vanno rimesse in campo e ti assicuro che lo farò! Da subito». E Faccia precisa: «Quelli attuali, quelli passati e il Parco hanno la loro bella fetta di responsabilità. Cominciamo a stanare il Parco, chiedendo che fine hanno fatto gli studi di fattibilità dei due progetti Fossa di Paganica-Montecristo e Fossa di Paganica-Scindarella, presentati al Parco con nota di accompagnamento protocollo del Ctgs 1323/2016, ricevuta dall’ente il 7 ottobre 2016». Quella del direttore Faccia è una riflessione ad ampio raggio, che prende a mo’ di esempio stazioni come Roccaraso, Campo Felice, Pescocostanzo, che si trovano a circa 300-400 metri più in basso rispetto a Campo Imperatore: «Nonostante la situazione meteo anomala, che si era verificata nel lontano 1989», continua Faccia, «altri si danno da fare per far partire questa impresa. Non stiamo parlando solo di sport, ma anche di un’impresa economica, con il suo mercato, il suo indotto, i suoi operatori. La stazione di Campo Imperatore è invece disarmata, verso l’accoglienza, i servizi e situazioni del genere. È incredibile che una città capoluogo, dove sono arrivati tra i 13 e i 15 miliardi per la ricostruzione, sia riuscita a far saltare il banco dello sport, dallo sci, al rugby, al pattinaggio, al calcio, al nuoto. Non solo divertimento, ma fonti di reddito. Mettetevi una mano sulla coscienza».