Gran Sasso, sindacati schierati a sostegno del piano di sviluppo
Peretti: dagli ambientalisti solo sterili contestazioni Per Sangermano e Trasatti i nuovi impianti sono necessari
L’AQUILA. «Il piano industriale del Gran Sasso deve andare avanti: L’Aquila non può permettersi di perdere questa occasione». È un coro unanime quello dei sindacati, che si schierano a favore del rilancio turistico del Gran Sasso. Un rilancio che passa attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture e impianti di risalita. Contro il piano industriale varato dal Comune, sulla base del piano d’area già approvato nel 2005 da tutti gli enti preposti, si è alzata, nei giorni scorsi, la voce di una trentina di associazioni ambientaliste, che hanno bocciato il progetto in un convegno pubblico organizzato a Campo Imperatore. Ma a prendere le difese degli albergatori e degli imprenditori della zona, nonché dei maestri di sci, capitanati da Luigi Faccia, sono le organizzazioni sindacali, che definiscono «indispensabile il piano industriale del Gran Sasso». Una battaglia che si gioca a suon di progetti di sviluppo turistico, infrastrutture e nuovi centri di accoglienza, a cui si contrappongono tutela dell’ambiente, della flora e della fauna di alta montagna.
«E' intollerabile che ambientalisti, tra l’altro provenienti da altre zone della Regione», scrive il segretario Ugl Abruzzo, Piero Peretti, in una nota, «cerchino di impedire la realizzazione di opere indispensabili per il rilancio turistico e occupazionale del Gran Sasso. Contestare la nuova seggiovia delle Fontari, posta a poche decine di metri da quella attuale, appare un atteggiamento sterile e pretestuoso, dato che si tratta di un impianto sicuro e tecnologicamente avanzato. Anche gli altri interventi previsti nel piano industriale sono indispensabili per dare all’intera area un futuro basato sul turismo». Peretti fa appello al Comune e al Ctgs «affinché le procedure per la realizzazione di tali interventi vadano avanti speditamente, senza tener conto di sterili rimostranze». Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell’Aquila: «Siamo in presenza di un piano che ha superato tutte le valutazioni degli enti preposti e che ricade in un territorio, che ha necessità di affrontare la sfida dello sviluppo turistico della montagna, confrontandosi con altre aree del Paese adeguatamente infrastrutturate. Le pregiudiziali e le prese di posizione negative delle associazioni ambientaliste», sottolinea Sangermano, «rischiano di vanificare la realizzazione di opere di sviluppo del territorio che hanno, tra le varie finalità, anche quella di garantire la sicurezza degli utenti che frequentano il Gran Sasso e i livelli occupazionali del Centro turistico».
Favorevole al piano industriale del Gran Sasso anche Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil: «Riteniamo che il rilancio del Gran Sasso sia interesse dell’Aquila e del suo territorio», afferma, «pertanto, devono essere gli aquilani a decidere il proprio futuro. La seconda valutazione riguarda il rischio dello scempio che deriverebbe da impianti non più utilizzati: in assenza di un intervento rapido sulla seggiovia delle Fontari ci troveremmo di fronte al blocco dei finanziamenti e dello sviluppo futuro del Gran Sasso. Non da ultimo, va preso in considerazione il problema occupazionale, con i lavoratori del Centro turistico che necessitano di garanzie e di stabilità».
Monica Pelliccione
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