Grandi rischi, la mobilitazione dei sindaci

Santilli (Celano) chiama a raccolta gli amministratori marsicani: «C’è panico, uniti nella prevenzione»
CELANO.
Un incontro con tutti i sindaci marsicani per valutare eventuali interventi da adottare come forma di prevenzione nel territorio. È la proposta avanzata dal sindaco di Celano, Settimio Santilli, dopo la nota del Centro operativo di Protezione civile della Regione Abruzzo (la numero 932 del 22 gennaio 2017).
«L’assemblea operativa dei sindaci marsicani», sottolinea Santilli, «è prevista per giovedì alle 18 nella sala consiliare del Comune di Celano e si pone come obiettivo quello di procedere a un esame scrupoloso di quanto riportato nella relazione redatta dalla Commissione Grandi rischi in data 20 gennaio 2017 e fatta pervenire a tutte le amministrazioni locali abruzzesi, creando disorientamento, panico e perplessità sia nelle istituzioni che nell’opinione pubblica, accentuando lo smarrimento e il senso di precarietà già provocato dagli eventi sismici noti e dalle avverse condizioni climatiche. I sindaci, con alto senso di responsabilità, a questo punto non sottovalutano nessuna possibilità o alcuna forma di iniziativa tendente alla tutela e alla salvaguardia delle persone e delle cose. Dopo l’analisi della relazione si procederà alla formulazione di proposte, possibilmente condivise, da riportare all’attenzione degli organi regionali competenti».
La Commissione Grandi rischi, nella nota, ha sottolineato che «ad oggi non ci sono evidenze che sia in esaurimento» la sequenza sismica iniziata con il terremoto dello scorso 24 agosto nell’Appennino centrale e proseguita poi con altre scosse il 26 ed il 30 ottobre e, da ultimo, il 18 gennaio. La Commissione ha messo in guardia da possibili nuovi eventi, ancora più intensi nelle zone vicine, fino ad una magnitudo 6-7. La Commissione ha identificato in particolare tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M 6-7). Gli esperti hanno segnalato inoltre che i recenti eventi hanno prodotto «importanti episodi di fagliazione superficiale che ripropongono il problema della sicurezza delle infrastrutture critiche quali le grandi dighe».
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