Grandi rischi, mobilitazione silenziosa

5 Novembre 2015

Il 19 flash mob davanti alla Cassazione. Presentata in Senato la proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta

L’AQUILA. Un “flash mob”’ davanti alla Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi il 19 novembre in via definitiva sul processo alla Commissione Grandi rischi. Un gesto “simbolico” che la onlus Ilaria Rambaldi, dedicata a una delle giovani vittime del sisma, ha in mente di organizzare «per chiedere giustizia». Una manifestazione in totale silenzio, con i partecipanti vestiti di bianco e con un fiore in mano, per testimoniare «la domanda di verità». Lo ha spiegato nella conferenza stampa in cui è stato presentato il disegno di legge, prima firmataria Stefania Pezzopane, per l’istituzione di una commissione di inchiesta, la mamma di Ilaria, l’avvocato Maria Grazia Piccinini. «Chiediamo giustizia a nome di tutti» perché si comincino a dare «risposte a tutti quelli che cercano la verità», sottolinea. Per quanto riguarda la commissione di inchiesta parlamentare, la Pezzopane ha spiegato: «Nessuna sovrapposizione con il lavoro della magistratura, chiamata a verificare la sussistenza di reati, ma per l’accertamento delle responsabilità politiche che certo, ci sono».

«Sono passati sei anni dal tragico sisma», ha continuato, «e gli italiani attendono ancora di sapere la verità sul comportamento della commissione grandi rischi. Il 19 novembre la Cassazione si esprimerà sul procedimento principale e ci auguriamo che lo Stato non nasconda il suo vero volto. Ci sono già stati due gradi di giudizio totalmente contraddittori», ha ricordato Pezzopane, «con una condanna in primo grado e un’assoluzione in secondo grado perché il fatto non sussiste. La commissione di inchiesta non vuole sovrapporsi al lavoro della magistratura, ma stabilire le responsabilità politiche di un organismo dello Stato che fa capo alla presidenza del Consiglio e che ha finalità di previsione e prevenzione» per capire se nell’atto di riunirsi all’Aquila il 31 marzo del 2009, «abbia osservato la legge e ottemperato ai principi di deontologia propri dei funzionari dello Stato».

«Non è una proposta ideologica» ha aggiunto ancora la senatrice, «ma la richiesta al Parlamento di avere un’occasione in più di verità. Molti hanno ritenuto che i processi in corso siano processi alla scienza. Ma non c’entra niente. Sono processi alle persone, per le loro dichiarazioni, per il loro operato» ha aggiunto, ricordando insieme all’avvocato Wania Della Vigna, parte civile nel procedimento in corso davanti alla magistratura, la riunione «fugace» della Commissione Grandi rischi, il 31 marzo 2009 «durata appena 40 minuti con messaggi rassicuranti», che di fatto escludevano il terremoto. (red.aq.)

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