Grandine, inizia la conta dei danni Coldiretti: serve lo stato di calamità

18 Maggio 2022

Le forti precipitazioni di lunedì pomeriggio hanno investito gli ortaggi pronti per essere raccolti Colpite le zone di Avezzano, Celano, San Benedetto dei Marsi e Pescina. Mobilitati anche i Comuni 

AVEZZANO. È arrivata anche la grandine a mettere in difficoltà tante aziende del Fucino, già piegate da crisi economica, caro energia, furti di rame in questo disgraziato 2022. Senza contare le temute carenze idriche. Lunedì, in 40 minuti, la grandine e un nubifragio hanno provocato danni e allagamenti su decine e decine di ettari. Le zone più colpite sono quelle di Venere di Pescina, Celano, Cerchio, San Benedetto dei Marsi, Aielli e Avezzano. La grandine ha danneggiato soprattutto gli ortaggi a foglia larga, come gli spinaci, pronti per essere raccolti, o quelli appena piantati.
STATO DI CALAMITÀ
La Coldiretti si è attivata per chiedere alla Regione Abruzzo di riconoscere lo stato di calamità naturale. «Le violente grandinate che hanno colpito il Fucino nel pomeriggio di lunedì sono un’ulteriore tegola per l’agricoltura territoriale», hanno spiegato dalla Coldiretti L’Aquila, diretta da Domenico Roselli, «le colture colpite sono ortaggi appena piantati: cipolline, pomodori, patate e carote, a cui si aggiungono gli spinaci e i piselli quasi pronti per essere raccolti. Stiamo valutando l’importanza del danno per capire se ci siano i presupposti per la richiesta dello stato di calamità, ma sicuramente la grandinata è un’ulteriore mazzata per l’economia agricola fucense profondamente colpita anche dai rincari dei costi di gestione collegati al conflitto ucraino e al post pandemia».
I DANNI
La violenza con la quale si è manifestata la grandinata ha avuto un impatto fortissimo sulle piantine di ortaggi appena seminate. Buona parte, a detta delle associazioni, sono andate distrutte o hanno subìto seri danni. «Oggi, più che mai, è sempre più importante un’attenta gestione del rischio dei danni da intemperie e appare fondamentale l’approfondimento delle opportunità assicurative», hanno continuato dalla Coldiretti, «nei primi 4 mesi del 2022, in Italia rispetto allo stesso periodo del 2021 sono aumentati del 29% gli eventi climatici estremi tra nubifragi, trombe d’aria e grandinate. Una situazione che è costata all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio».
LA PREOCCUPAZIONE
Non solo i campi coltivati, ma anche le strade e le abitazioni private hanno avuto problemi a causa del nubifragio di lunedì pomeriggio. «Ho preparato una richiesta di stato di calamità naturale da presentare alla Regione per quanto accaduto», ha affermato il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, «su San Benedetto è caduta una vera bomba d’acqua con grandinata che ha creato molti disagi, non solo all’agricoltura, ma anche alle strade e al patrimonio archeologico. Ci sono stati smottamenti e allagamenti in diverse strade. Purtroppo la peggio l’hanno avuta i contadini». Anche a Venere di Pescina, dove la grandine è stata addirittura rimossa a colpi di pala da alcuni residenti, gli amministratori auspicano un intervento da parte della Regione. «Sono in contatto con Coldiretti per richiedere lo stato di calamità per tutti quegli agricoltori che avevano già seminato e purtroppo hanno perso quasi tutto», ha commentato il sindaco di Pescina, Mirko Zauri, «tanti, purtroppo, erano già avanti con le piantine di finocchi, di insalate e di carote e tutto è andato distrutto a causa della bomba d’acqua. Mi metterò in contatto anche con Confagricoltura per cercare di supportare gli agricoltori colpiti. Anche in paese abbiamo avuto diversi danni, soprattutto nella zona delle case Ater dove ci sono stati allagamenti in cantine e garage. Ci sono stati pezzi di asfalto saltati, strade allagate e smottamenti in diverse aree». Leggermente migliore la situazione a Celano. «Le zone più colpite sono state quelle delle strade da 12 a 15», ha precisato Dino Iacutone, consigliere comunale di Celano, con delega all’Agricoltura, nonché consigliere della Provincia dell’Aquila, «su Strada 14 sono caduti 40 millimetri d’acqua in un quarto d’ora, un autentico nubifragio. Gran parte dei campi era seminata e ci vorrà qualche giorno per drenare i terreni. Già con le temperature delle ultime ore la situazione stava tornando verso la normalità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA