“Gratta e vinci” taroccati, iniziato il processo per i titolari di una tabaccheria

14 Febbraio 2020

Grattavano leggermente la patina del “Gratta e vinci” per permettere al lettore ottico della Lottomatica di segnalare se quel biglietto era vincente oppure no. Quelli vincenti venivano incassati...

Grattavano leggermente la patina del “Gratta e vinci” per permettere al lettore ottico della Lottomatica di segnalare se quel biglietto era vincente oppure no. Quelli vincenti venivano incassati mentre tutti gli altri venivano messi in vendita agli ignari clienti. È con queste accuse che due coniugi sulmonesi, Cristina Previtale e Alessandro Santoro, titolari di una rivendita di tabacchi in via Sallustio, sono comparsi davanti al giudice monocratico Concetta Buccini nella prima udienza del processo. In aula sono stati ascoltati tre testimoni citati dalla procura: il finanziere che si occupò delle indagini, il legale rappresentante della Lottomatica e il vice presidente dell’associazione tabaccai, il quale aveva presentato un esposto alla Guardia di finanza di Sulmona, facendo scattare l’attività investigativa conclusasi con il rinvio a giudizio della coppia. L’operazione portò al sequestro di 178 biglietti “Gratta e vinci” e delle apparecchiature informatiche oltre alla revoca dell’autorizzazione alla vendita dei biglietti da parte di Lottomatica. Una tecnica certosina quella che sarebbe stata utilizzata dai due tabaccai che, secondo l’accusa ,dopo aver verificato la vincita con il lettore ottico di Lottomatica incassavano direttamente in contanti le vincite sotto i mille euro accreditandosi sul conto corrente quelle superiori. I due imputati hanno sempre smentito le accuse sostenendo che la Lottomatica li avrebbe riforniti di biglietti che apparivano graffiati anche nella parte numerica. I due, però, non se ne sarebbero accorti, tanto da metterli in vendita, fino alla segnalazione di un cliente. Da lì, la comunicazione a Lottomatica per ritirare i biglietti manipolati. Nel frattempo anche la Finanza è entrata in azione sequestrando nella rivendita i 178 tagliandi. Il processo riprenderà a giugno, quando sfileranno in aula sei testimoni della difesa. (c.l.)