Grimaldi: contagi ancora elevati, prudenza

Appello del primario del San Salvatore a tenere le mascherine anche all’aperto. Altri 109 casi in città
L’AQUILA. «Il reparto è pieno, quando un paziente viene dimesso, il posto letto viene subito rimpiazzato».
Il primario di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore, Alessandro Grimaldi, legge i numeri sulla diffusione del Covid in città e invita alla prudenza: «È presto per abbassare la guardia, teniamoci le mascherine anche all’aperto».
Intanto, ieri all’Aquila si sono registrati 109 nuovi casi – tra i numeri più alti in Abruzzo – e sono 520 i contagi registrati sull’intera provincia. Positiva al Covid anche la deputata aquilana del Pd, Stefania Pezzopane. Ad annunciarlo è lei stessa sulla sua pagina Facebook.
«Se a livello nazionale si registra una leggera tendenza in discesa della curva dei contagi», spiega il primario del reparto di Malattie infettive, da ormai due anni in primissima linea nella lotta alla pandemia, «nel nostro territorio i numeri sono ancora alti. E sul mio reparto la pressione non si è allentata. Abbiamo i posti tutti occupati e se dimettiamo un paziente quel letto viene subito rimpiazzato. Sono molte anche le richieste per le cure con anticorpi molecolari e antivirali».
Dal 10 febbraio non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto e riapriranno le discoteche: si va dunque verso un allentamento delle restrizioni. Ma in reparti come quello diretto da Grimaldi, e nelle terapie intensive, la coda del virus sarà ancora lunga: con una media quotidiana di casi che si aggira sui 100 nuovi casi ormai da diversi giorni, non si può ancora tirare un sospiro di sollievo: «I dati sono ballerini», aggiunge Grimaldi, «e personalmente sono molto cauto, riguardo alle previsioni per le prossime settimane. Per questo, occorre avere pazienza e soprattutto non si può abbassare la guardia. Pensare ad una riduzione delle misure di prevenzione mi sembra prematuro e pericoloso. Dal mio punto di vista, le mascherine devono essere indossate sempre all’interno e anche all’aperto, quando c’è il rischio di assembramenti. Il mio dunque», sottolinea l’infettivologo, «è un invito alla prudenza».
Per guardare con ottimismo al futuro, bisogna andare avanti con la campagna vaccinale: «Mi auguro che ci siano sempre più persone che si vaccinano», conclude Grimaldi, «anche nella fascia della popolazione più giovane e tra i bambini. Solo così si riuscirà ad arginare la circolazione del virus che ad oggi è ancora elevata, come dimostrano i numeri».
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