Grimaldi: «I giovani devono vaccinarsi»
Il primario: sono i più a rischio perché si spostano molto e frequentano luoghi spesso affollati
L’AQUILA. Un altro caso all’ospedale dell’Aquila, di una donna di Roma ricoverata in gravi condizioni, si era registrato all’inizio dell’anno, a gennaio. Ma i due più gravi si sono verificati a Pescara, dove i pazienti sono deceduti. Intervenire in tempo è fondamentale, come spiega il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, il dottor Alessandro Grimaldi.
«È fondamentale diagnosticare subito l’infezione», afferma Grimaldi, «perché nel caso del meningococco si tratta di una malattia contagiosa ed è molto pericoloso per chi contrae questo tipo di infezione, perché si tratta di una forma veloce di meningite, che può portare alla morte nel giro di 48/72 ore. Non è il caso di questi tre pazienti ricoverati, che sono arrivati in momenti diversi e da ambienti differenti. Si può parlare di epidemia quando in una settimana si registrano dai sei ai sette casi e tutti nello stesso luogo».
«Anche le meningiti sono pericolose», spiega il primario, «ma l’evoluzione è più lenta. Di conseguenza dà più tempo alla terapia di fare effetto. I pazienti dell’Aquila sono stati messi subito in terapia. Individuare velocemente l’infezione vuol dire salvare la vita di un paziente e anche ridurre i deficit neurologici come conseguenze».
«I casi che abbiamo riscontrato in questi ultimi giorni, due sono praticamente guariti, l’altro è in via di guarigione», aggiunge il dottor Grimaldi. Che, però, tiene in modo particolare a lanciare un appello, soprattutto ai giovani: «Bisogna vaccinarsi contro il meningococco, che è il più pericoloso, soprattutto per i giovani, che viaggiano e si spostano molto e frequentano in genere luoghi abbastanza affollati. Inoltre», conclude il primario, «il vaccino è gratuito oppure si paga una sciocchezza». (v.p.)
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