Grimaldi: la curva scende più lenta Nei reparti ancora venti ricoverati

L’AQUILA. Ci sono 7 pazienti ricoverati in Terapia semintensiva nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore. In totale le persone assistite sono ancora 20, l’ultima è stata...
L’AQUILA. Ci sono 7 pazienti ricoverati in Terapia semintensiva nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore. In totale le persone assistite sono ancora 20, l’ultima è stata ricoverata ieri mattina. I numeri diffusi dal primario Alessandro Grimaldi spingono alla prudenza: «Non possiamo ancora dirci completamente fuori dall’emergenza», dice Grimaldi, «e speriamo che la situazione attuale rappresenti la coda della pandemia, ma i dati ci dicono che ci vuole cautela. La tendenza nazionale fa intravedere un miglioramento, che probabilmente sarà più lento in Abruzzo e sul nostro territorio». Nelle ultime 24 ore in città sono emersi 99 nuovi casi, rispetto ai 96 del giorno precedente e ai 114 di mercoledì, quando L’Aquila è stata la località più colpita della regione. In provincia, andando a vedere il report giornaliero della Regione Abruzzo, si sono contati in tutto 366 contagi. Secondo il bollettino della Asl, nell’area aquilana sono 3.138 le persone attualmente positive e poste in isolamento domiciliare, con due ricoveri nel reparto di Terapia intensiva, mentre 3.529 sono quelle in quarantena. Già nei giorni scorsi Grimaldi aveva invitato alla prudenza, tenendo conto del numero di casi quotidiani ancora abbastanza alto in città e dell’allentamento delle misure di prevenzione, come l’eliminazione dell’obbligo di indossare le mascherine all’aperto, scattato l’11 febbraio. La pressione ospedaliera è ancora alta - come dimostrano i 20 pazienti ricoverati a Malattie infettive, di cui 7 nel modulo annesso di terapia semintensiva - e tanti sono i malati per cui si ricorre alle cure con anticorpi monoclonali e antivirali. In prospettiva, i passi in avanti fatti dalla ricerca potrebbero essere sempre più efficaci nel contrastare il decorso grave della malattia, ma per l’infettivologo in futuro si dovrà convivere con questo tipo di virus, che non sparirà in tempi brevi. Anche secondo Grimaldi, come spiegato al Centro dal responsabile del dipartimento di Prevenzione Domenico Pompei, «il persistere della circolazione del virus sul territorio aquilano può essere dovuto a cause concomitanti, tra cui l’andamento stagionale e le basse temperature che si registrano nelle zone interne, rispetto alla costa. La campagna vaccinale ha posto un argine, ed è fondamentale per questo che ancora più persone completino il ciclo vaccinale, compresi i bambini tra i 5 e gli 11 anni».

