Guerrieri digitali per fermare i bulli del web

4 Marzo 2018

Al Liceo “Croce” il corso per insegnanti abruzzesi: speciali lezioni sull’arte marziale Zanshin tech

AVEZZANO. La prevenzione e la lotta al bullismo e al cyberbullismo attraverso lo Zanshin tech, la prima arte marziale digitale che fonde gli insegnamenti tradizionali delle arti marziali orientali (non violenza, rispetto dell’altro, serena concentrazione, disciplina) con conoscenze tecnologiche tratte dal mondo della cybersecurity. E proprio gli insegnamenti sullo Zanshin tech hanno riguardato il primo corso di formazione per i docenti abruzzesi. Il corso si è tenuto al Liceo “Croce” ed è stato l’unico nella regione. Chi pratica Zanshin tech viene definito “guerriero digitale” e il suo livello è espresso da un bracciale colorato. Oltre a ospitare lo psicologo Salvatore Sasso e il maestro di arti marziali tradizionali Maurizio Germano, il Liceo ha organizzato una lezione con il cofondatore dello Zanshin tech. Dopo la lezione con i corsisti, Claudio Canavese ha incontrato i genitori e il personale Ata offrendo contenuti e modalità assolutamente innovativi. Promuovere la formazione digitale nei docenti, personale Ata, studenti e genitori: questo è l’obiettivo del Liceo “Croce” che, in qualità di Centro d’esame Eipass, ha già attivato un corso per adulti per il conseguimento della certificazione informatica e un corso gratuito online per i genitori. Coloro che fossero interessati ai corsi e agli esami Eipass o di Zanshin tech possono contattare la docente responsabile, Donatella Salucci (saluccid@gmail.com oppure 0863412264). Zanshin è una parola giapponese che indica lo stato di vigilanza controllata e serena che il maestro di arti marziali deve avere prima durante e dopo un aggressione. Attraverso l’analisi di casi reali e la loro dissezione nelle singole tecniche di attacco utilizzate dall’aggressore, gli allievi imparano a riconoscere i meccanismi interni del cyberbullismo, dell’adescamento e di molte altre aggressioni digitali come le truffe online o il cyberstalking, sempre rispettando le regole del dojo, la prima delle quali è “non usare ciò che si impara per fare del male”. Studiando assieme queste tecniche e le loro contromosse è possibile fermare un’aggressione sul nascere e impedire che diventi un problema. La pratica dello Zanshin tech prevede anche approfondimenti sulle tecnologie sia hardware (come computer, cellulari o tablet) che software (dai programmi da utilizzare per tutelarsi fino al funzionamento dei singoli social network). (r.rs.)
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