Guetta: «Si voterà a primavera»

Ieri il ritorno del commissario prefettizio a palazzo San Francesco. Nel Pd clima da resa dei conti
SULMONA. I sulmonesi torneranno al voto a primavera. Ad affermarlo è il commissario prefettizio Giuseppe Guetta, che si è insediato ieri mattina in Comune. Per Guetta si tratta di un ritorno, visto che era stato nominato anche dopo la fine anticipata della giunta guidata da Fabio Federico. Proprio come il 5 marzo del 2013, il commissario ha subito chiarito che il suo sarà un incarico istituzionale, durante il quale dovrà traghettare il Comune fino alle prossime elezioni che si terranno tra il 15 aprile e il 15 giugno. Dunque nessun rischio di commissariamento lungo (fino al 2017). «Il mio ruolo sarà prettamente istituzionale», ha ribadito Guetta, «ora dovrò rendermi conto del da farsi, ma sono sicuro che con la collaborazione di tutti e soprattutto del segretario riusciremo a fare un buon lavoro». Ad accogliere il commissario in Comune è stato proprio il segretario generale Marco Santopaolo. «Spero e confido nella collaborazione di tutti per una campagna elettorale serena», ha aggiunto Guetta, «mi spiace che questa amministrazione non sia guidata più dai suoi rappresentanti, ma sono nello stesso tempo felice di questo incarico e di tornare in questa bella città».
Il commissario prefettizio non ha nemmeno escluso di incontrare nei prossimi giorni l’ex sindaco Peppino Ranalli e le forze politiche per una sorta di passaggio di consegne.
«Sono disponibile ad incontrare tutti e a ricevere suggerimenti sul da farsi», ha concluso. «Certo ora è troppo presto per dire su cosa dovrò concentrarmi». Il commissario, il quarto in città in 15 anni, è arrivato dopo quattro giorni dalla caduta dell’ex sindaco Ranalli, mandato a casa giovedì sera, dopo le dimissioni in blocco di nove consiglieri su 16. Fra i primi firmatari anche i due consiglieri di maggioranza del Pd, Fabio Ranalli e Alessio Di Masci. Il primo segretario cittadino del partito fino al commissariamento, ad opera del segretario regionale Marco Rapino, e il secondo capogruppo in consiglio comunale. E proprio per questo la resa dei conti all’interno del circolo di corso Ovidio è appena iniziata, prima col cambio della serratura disposto dal segretario-commissario nei giorni scorsi, e poi con la campagna elettorale che si preannuncia a dir poco infuocata fra tesseramenti in bilico e veti incrociati. La frangia dei dimasciani, infatti, non sembra affatto pentita di quanto fatto, mentre i vertici del partito subiscono l’ennesimo imbarazzo e fallimento amministrativo. In un cerchio che si è chiuso tra il tentativo maldestro di disconoscere il risultato delle primarie che avevano incorato Ranalli e la firma sulla fine anticipata della consigliatura.
Tutto starà, dunque, nella capacità di mettere da parte chi ha firmato la fine anticipata del sindaco Ranalli, velleità elettorali e ambizioni di carriera a parte. Non una cosa semplice da fare, dunque, con cui i vertici regionali del partito dovranno fare i conti, con la possibilità di doversi arrendere di fronte al bacino di voti che i dissidenti riescono ancora a garantire in città.
Federica Pantano
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