Guida ubriaco, ma non fu avvisato: il giudice lo assolve

L’AQUILA. Era finito sotto processo con l’accusa di aver causato un incidente stradale notturno, essendosi messo alla guida in stato di ebbrezza alcolica. Il tasso riscontrato dalle analisi era...
L’AQUILA. Era finito sotto processo con l’accusa di aver causato un incidente stradale notturno, essendosi messo alla guida in stato di ebbrezza alcolica. Il tasso riscontrato dalle analisi era infatti pari a 2,8 grammi per litro: cinque volte superiore alla soglia massima consentita. Eppure, quattro anni dopo i fatti, esce assolto dal procedimento in quanto non fu avvisato dell’accertamento. Quindi è stato violato il diritto alla difesa: il fatto non sussiste.
La giudice Monica Croci – magistrato divenuto noto alle cronache per la sentenza-choc sulla «responsabilità» delle vittime del terremoto nell’aver causato la propria morte – ha assolto un 63enne aquilano assistito dall’avvocato di fiducia Guglielmo Santella. Nel corso dell’udienza di ieri è stato provato che l'incidente si è verificato a causa del manto stradale ricoperto di neve e ghiaccio e non già per l'alterazione psicofisica secondaria all'ingestione di bevande alcoliche. A mezzanotte e mezza del giorno dell’incidente il conducente veniva trasportato dal 118 in ospedale dove veniva subito curato e, contestualmente, sottoposto al prelievo ematico per accertare l'alcolemia. Alle 4 i carabinieri si erano presentati in ospedale per contestargli la violazione del codice della strada. Ma l’automobilista non aveva ricevuto preventivamente il rituale avvertimento della facoltà di potersi far assistere da un avvocato di fiducia e quindi, in assenza di questo adempimento, tutti gli accertamenti e referti sono stati ritenuti inutilizzabili per la violazione del diritto di difesa costituzionalmente tutelato. Nel corso della sua requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno di arresto e 4mila euro di ammenda.
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