Guindani (Asstel) rassicura: «Il 5G non è pericoloso»

1 Giugno 2019

L’esperto è intervenuto nel convegno nella sala del Gssi Bellezza (Ministero sviluppo): strumento strategico

L’AQUILA. «Strano che non ci sia nessuno dei comitati anti-5G». Pietro Guindani, presidente Asstel, associazione di categoria che nel sistema di Confindustria rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, è arrivato trafelato nella sala del Gssi alla Villa comunale per il convegno “La connettività che include”. Problemi con il volo di linea. Al tavolo della presidenza non c’è il sottosegretario Vito Crimi, c’è però il viceministro Laura Castelli. Guindani ha l’ultimo intervento, ed è proprio quello che tocca gli aspetti più controversi della sperimentazione del 5G, la nuova frontiera della connettività che sta per rivoluzionare il mondo delle telecomunicazioni. Quando nelle trasmissioni dei cellulari siamo passati dal 3G al 4G la velocità è aumentata di 100 volte. E questo ha permesso la creazione si una quantità enorme di applicazioni. Un volume di attività che con il 3G non sarebbero state possibili. Oggi col 5G la velocità del 4G si moltiplica per 100. Le applicazioni saranno infinite», dice il presidente Guindani. Riguardo alle polemiche sulla presunta pericolosità delle frequenze la sua valutazione è netta. «Sulle onde elettromagnetiche ci sono istituti mondiali che ne studiano gli effetti da anni, con risultati chiari. La finestra di frequenze usate non è pericolosa. E invece le ricerche che indicano una presunta pericolosità del 5G addirittura in prefazione precisano che le povere cavie erano state bombardate con livelli che nessun essere umano nella sua vita incontrerà mai. La legislazione sulle emissioni nel mondo e in Europa prevede già dei limiti, che in Italia sono stati ulteriormente ridotti». «Anzi», e qui arriva la stoccata, «se non alziamo i livelli delle emissioni ammesse in Italia, non potremo contrastare la proliferazione delle antenne del 5G». Quello delle antenne necessarie per coprire un territorio sembra essere infatti una delle difficoltà del sistema 5G. Onde poco penetranti che necessitano una copertura con molte antenne poco potenti. Prima di Guindani aveva parlato Marco Bellezza, consigliere giuridico del ministero per lo sviluppo economico. Per Bellezza, e per il governo, il 5G è strategico. Anzi, si dovrà aiutare nella sua prima fase con «un aiuto economico per privati e aziende per entrare nelle autostrade digitali».
Per Luca Monti, Head of 5G & IoT di Wind Tre: «5G e IoT fondamentali per lo sviluppo di una nuova generazione di servizi al cittadino. Le partnership pubblico-private, come quella sostenuta da Wind Tre nell’ambito della sperimentazione all’Aquila, sono esempio della strada da percorrere».
Oltre 300mila chilometri di fibra ottica posati, 33 comuni già dotati di reti fisse a banda ultralarga, circa 750 persone impegnate sul territorio regionale: sono i “numeri” di Tim in Abruzzo. Secondo Gaspare Monastero, responsabile Business Centro Italia Tim, «negli ultimi anni Tim ha investito molto per le reti in fibra ottica in Abruzzo e in particolare all’Aquila, che ad oggi registra una copertura a banda ultralarga superiore al 71% della popolazione».
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