«Ha assunto la moglie, processo al sindaco»

Il pm chiede il rinvio a giudizio di Angelosante per abuso d’ufficio: coinvolti anche il vice, due assessori e il segretario comunale
OVINDOLI. Il pm chiude l’inchiesta e chiede il processo per il sindaco di Ovindoli accusato di avere assunto la moglie alla polizia municipale. Pino Angelosante, insieme al vicesindaco, a due assessori e al segretario comunale, è accusato di abuso d’ufficio e dovrà presentarsi davanti al gup del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, il prossimo 2 febbraio. Nei suoi confronti e di quelli di Marco Iacutone (vicesindaco), Carlo Bianchini, Berardino Polla (assessori) e Cesidio Falcone (segretario generale) il pm, Vincenzo Barbieri, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio.
I fatti risalgono a poco prima di Natale 2012 quando, in base alle indagini condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, è arrivata l’assunzione della moglie del sindaco eludendo «le procedure previste dalla legge» e «ottenendo un ingiusto vantaggio patrimoniale». Quello che ha portato gli inquirenti alla convinzione che siano stati commessi degli illeciti è soprattutto il percorso adottato dagli esponenti dell’amministrazione coinvolti. Secondo l’accusa, infatti, gli indagati avrebbero compiuto una serie di violazioni per sostituire l’ex comandante dei vigili andato in pensione dal primo luglio 2011. Il sindaco, sempre secondo gli inquirenti, per avvantaggiare la moglie avrebbe modificato la delibera del 26 marzo 2012 insieme agli assessori Bianchini e Polla, disponendo l’assunzione di un agente di categoria C. Il posto da ricoprire in origine era quello da comandante di categoria D. Un provvedimento adottato 19 ottobre 2012. Lo stesso giorno, il segretario Falcone ha formulato una richiesta al Comune di Cappadocia per il nullaosta allo scorrimento della graduatoria di assunzione di un vigile. Una convenzione tra i due Comuni sottoscritta anche dal vicesindaco Iacutone. Questa mossa, secondo la Procura, sarebbe stata una «intenzionale macchinazione» perché il sindaco sapeva che la moglie era la prima in graduatoria nel concorso al Comune di Cappadocia quale agente di categoria C. Di questo fatto, sempre secondo le indagini, era al corrente anche il segretario Falcone, avendo fatto parte della commissione del concorso al Comune di Cappadocia avvenuto il 13 dicembre 2008. Una richiesta accettata, dallo stesso Comune, proprio il 19 ottobre. L’altra delibera contestata è quella del 18 dicembre 2012 con cui veniva autorizzata formalmente l’assunzione della moglie del sindaco.
Il sindaco Angelosante, di centrodestra, si dice fiducioso: «Riusciremo a dimostrare, anche in sede di udienza preliminare, che nelle procedure adottate è stata rispettata la legge».
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Milo, Leonardo Rosa, Franco Paolini e Stefano Guanciale.
Pietro Guida
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