Ha ucciso davanti ai figli

12 Settembre 2015

Catalano portato in carcere. Fermati 4 romeni: uno colpito a martellate è in coma

TAGLIACOZZO. A orrore si aggiunge orrore. Pietro Catalano, accusato dell’omicidio del buttafuori Marco Callegari, ha sparato e ucciso davanti ai suoi figli. I bambini del 47enne di Tagliacozzo – il più piccolo di appena otto mesi – si trovavano nel fuoristrada parcheggiato nel piazzale dove giovedì è avvenuto il delitto. Particolare emerso nel corso delle complesse indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, agli ordini del capitano Edoardo Commandè.

PORTATO IN CARCERE. Nella notte Pietro Catalano ha lasciato l’ospedale ed è stato rinchiuso nel carcere San Nicola con l’accusa di omicidio volontario. L’uomo, anch’egli buttafuori nei locali della Marsica e con un passato burrascoso, continua a negare di avere sparato a Callegari. Dopo il fermo è stato sottoposto al test dello stub, un metodo per rilevare la presenza di nitrati, possibili residui di uso di polvere da sparo, sulle mani o sui vestiti. Gli esiti dovrebbero conoscersi nelle prossime ore. Altri esami verranno eseguiti sui tre bossoli raccolti lungo la strada della Piccola Svizzera, località turistica di Tagliacozzo: serviranno a capire qual è l’arma che ha sparato. Pistola automatica che non si trova. Accertamenti sono in corso anche sul martello abbandonato sull’asfalto e utilizzato dalla vittima.

ROMENI FERMATI. A 24 ore dal delitto le indagini hanno avuto un’ulteriore svolta. Quattro romeni hanno letto sul Centro di essere ricercati e ieri si sono presentati nella caserma dei carabinieri di Avezzano, città dove risiedono, e successivamente sono stati portati in quella di Tagliacozzo. I quattro si trovavano nel piazzale dove è avvenuto il litigio ma avrebbero detto di essere fuggiti prima degli spari. Da capire qual è stato il loro ruolo in tutta la vicenda. Tutti sono indagati per concorso in omicidio e rissa. Sono assistiti dagli avvocati Roberto Verdecchia, Andrea Tinarelli, Sonia Giallonardo e Antonio Pascale. Altri due italiani sono stati individuati – erano sempre con Catalano – e dovrebbero essere ascoltati a breve. Si sta accertando anche la veridicità della testimonianza dei due gemelli che erano con Callegari. La Procura contesta sempre la rissa e il concorso in omicidio.

GIOVANE FERITO: È IN COMA. Durante la rissa un giovane romeno è rimasto ferito. I suoi connazionali hanno raccontato che è stato colpito da una martellata vibrata dal buttafuori. Gli stessi romeni hanno detto di avere caricato il ferito in auto e di essere fuggiti, prima che venissero esplosi i colpi di pistola. Il romeno ferito è stato portato prima all’ospedale di Sora e successivamente all’Umberto I di Roma. È in coma. Anche Catalano è stato ferito da una martellata e a colpirlo sarebbe stato Callegari. Quest’ultimo è stato raggiunto da due colpi di pistola.

NON SOLO LITE PER I CANI? Le indagini coordinate dal pm Vincenzo Barbieri stanno facendo emergere altri particolari sul movente del delitto. Secondo i testimoni, Catalano e Callegari, entrambi residenti alla Piccola Svizzera, avevano discusso più volte in passato. Ultimamente Catalano rimproverava all’ex pugile di avergli ucciso un cane. Ma nelle ultime ore è emersa anche un’altra ipotesi: Callegari avrebbe importunato una ragazza romena. E Catalano si sarebbe offerto di aiutare i suoi amici.

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