Hacker contro Gran Sasso Acqua: «Disagi, ma le difese hanno retto»

Assalto con mail infette: server spenti, si torna al cartaceo. E Piccinini si scusa per eventuali disservizi Fuga di dati Asl, polemica per la nota del Garante della privacy. Paolucci: «Confermati i nostri allarmi»
L’AQUILA. Gli hacker all’assalto anche della Gran Sasso Acqua. Dopo il violentissimo attacco dei cybercriminali all’Asl 1 e i tentativi ai danni degli uffici del consiglio e della giunta regionali, ora colpiti anche i sistemi informatici della società acquedottistica aquilana. Ma l’assalto sarebbe stato respinto. Non senza provocare disagi: la Gsa ha dovuto infatti chiudere e mettere in sicurezza i server in entrata, provocando un blocco dei servizi digitali per gli utenti e un temporaneo ritorno al cartaceo.
«Abbiamo subito capito cosa stesse accadendo, la strategia di prevenzione ha funzionato perché siamo stati tutelati dai dispositivi di sicurezza dei nostri server», ha spiegato il presidente Alessandro Piccinini, continuando: «I nostri tecnici stanno lavorando per limitare al massimo il disagio. Abbiamo agito in via precauzionale, siamo al fine settimana e le problematiche sono quindi meno importanti, ci scusiamo comunque».
Dalle prime ricostruzioni, sembra che gli hacker abbiano tentato l’ingresso nei sistemi della Gsa attraverso due mail. L’assalto è stato verso due computer non operativi.
Nel frattempo, continua la scia di polemiche dopo che il Garante della Privacy ha bacchettato l’Asl 1 per non aver avvisato individualmente gli utenti vittime della violazione dei dati sensibili da parte degli hacker, che hanno trafugato e diffuso sul web 522 Gigabyte di documenti riservati, dando 15 giorni di tempo per farlo. «Le pesanti prescrizioni del Garante all’Asl 1 e alla Regione confermano tutti i nostri allarmi: entrambe erano tenute a comunicare con tutti i soggetti coinvolti, indicando la rotta per tutelare non solo il loro diritto alla privacy, ma le modalità di erogazione dei servizi e delle prestazioni richieste, fondamentali anche per la tutela di un altro diritto, quello alla salute. Cosa ad oggi non ancora avvenuta», scrive in una nota il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale Silvio Paolucci, continuando: «Parliamo di una situazione su cui Marsilio ha il dovere di intervenire, perché non solo l’attacco ha messo alla berlina persone affette da patologie particolari e per legge tutelate, si pensi ai malati oncologici, a quelli affetti da Hiv che casualmente si sono trovate in questo tritacarne mediatico, ma ha generato e continua a generare disagi nell’utenza sanitaria, anch’essa estranea a qualsiasi tipo di rivendicazione e, soprattutto, titolare di diritti violati. Oggi, dunque, il Garante mette nero su bianco che tutte le persone coinvolte hanno diritto a una spiegazione e a comunicazioni ufficiali».

