Hacker, indaga l’Antiterrorismo La Asl ripristina il servizio Cup

11 Maggio 2023

Caccia ai pirati informatici che chiedono milioni di euro per interrompere la divulgazione di dati sensibili Più sportelli al pubblico negli ospedali. E l’azienda conferma il regolare pagamento degli stipendi

L’AQUILA. Sono giorni difficilissimi per la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sotto attacco degli hacker: 522 gigabyte di documenti sensibili prelevati dall’archivio digitale dai pirati informatici, alcuni già pubblicati, e una richiesta di riscatto che ammonterebbe a diversi milioni di euro. Sulla vicenda, la più grave violazione collettiva della privacy registrata in Abruzzo, e forse in Italia, sta indagando la Distrettuale antimafia e antiterrorismo dell’Aquila. L’inchiesta è stata aperta dal sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli. Risalire agli autori dell’attacco “ramsoware”, rivendicato dal gruppo “Monti”, che minaccia di diffondere altri documenti, dati medici e cartelle cliniche, sembra un’impresa davvero proibitiva. La task force di esperti scesa in campo parla di «situazione molto grave»: tecnici dell’azienda della Regione, agenti della polizia postale, con il supporto del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) di Roma e del Centro operativo sicurezza cibernetica (Cosc) di Pescara stanno lavorando per tentare di sbloccare i sistemi informatici della Asl e di bonificare i file criptati. Ma potrebbero volerci settimane. Intanto, l’azienda sanitaria fa sapere, con un nota, che è stato riattivato il servizio Cup (Centro unico di prenotazione).
L’INCHIESTA
È caccia ai malviventi della rete, che come prima mossa hanno pubblicato il referto di un’ecografia. L’attacco alla Asl è da parte degli hacker del gruppo criminale “Ramsomware Monti” è stato sferrato poco prima della mezzanotte di lunedì scorso con la pubblicazione sul “CF2dark web/CF”, una rete internet non indicizzata, i primi dieci gigabyte di documenti rubati dall’archivio dell’azienda. Dati sanitari per i quali gli hacker chiederebbero un riscatto di duemila euro a cartella clinica. Quelli pubblicati sono a meno del 2% del totale: già online numeri di telefono personali, e-mail, indirizzi di residenza e codici fiscali del personale della Asl, ma anche cartelle cliniche, referti medici, diagnosi, terapie prescritte, dati clinici, richieste di assistenza domiciliare e fogli di dimissioni per i pazienti oltre a note interne, bilanci, atti pubblici e riservati dell’azienda sanitaria. Partendo da questi elementi e dai messaggi lanciati sulla rete dal gruppo “Monti”, gli investigatori coordinati dalla Distrettuale antimafia e antiterrorismo stanno tentando di risalire agli autori dell’attacco criminale. E di recuperare il materiale prelevato e criptato.
RIATTIVATO IL CUP
Disservizi, rallentamenti, difficoltà nelle prenotazioni: nei giorni scorsi si è vissuto il caos con il sistema informatico bloccato e il ricorso esclusivo al cartaceo.
Ieri, la Asl ha annunciato «la ripresa delle attività di prenotazione delle prestazioni da parte dei servizi Cup degli ospedali dell’Aquila, Avezzano, Sulmona e nella postazioni call center dell’Aquila, dopo l’interruzione di alcuni giorni, a causa del blocco subito per l’attacco al sistema informatico e per consentire in sicurezza l’avvio delle operazioni di bonifica da parte della task force di esperti. La Asl», spiega la nota, «ha provveduto ad adottare, nei tempi strettamente necessari, una modalità organizzativa che permetterà di avere evidenza in tempo reale della domanda e di procedere alla presa in carico, in maniera sicura, evitando perdita di dati e facilitando le richieste registrate, con priorità alle prenotazioni in classe Breve, da erogare entro 10 giorni, e in classe Differibile da erogare entro 60 giorni».
SPORTELLI POTENZIATI
Gli utenti potranno accedere al servizio di prenotazione sia attraverso il call center che dalle postazioni di front office. Gli sportelli del Cup sono stati potenziati con 2 postazioni in più all’ospedale dell’Aquila, due ad Avezzano e 1 a Sulmona. L’azienda precisa, inoltre, che «tutti gli stipendi saranno pagati regolarmente, tutte le forniture sono garantite e che i distretti si stanno prodigando per garantire assistenza agli utenti limitando al minimo i disagi». La direzione della Asl ringrazia «tutti gli operatori sanitari, amministrativi e tecnici che, in questi giorni, con spirito di servizio e grande professionalità, si stanno impegnando per rispondere al meglio alle esigenze dei pazienti e degli utenti».
LA POLEMICA CONTINUA
«Un disastro mai visto prima in Abruzzo, che si sta consumando nel silenzio e nella totale assenza sul territorio da parte di chi è al governo della Regione e del Paese». Così i consiglieri del Movimento 5 Stelle in Regione – Francesco Taglieri, Giorgio Fedele, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Barbara Stella – che ieri hanno tenuto una conferenza stampa, a cui ha preso parte anche la senatrice Gabriella Di Girolamo, firmataria di un’interrogazione parlamentare sull’attacco hacker alla Asl aquilana. «Nel corso della scorsa Commissione sanità avremmo dovuto avere chiarimenti concreti», dicono i consiglieri del M5S, «non si è presentato il direttore della Asl, Paolo Romano, convocato, e neppure l’assessore Nicoletta Verì e il presidente della Regione, Marco Marsilio, che lo hanno nominato. Il fallimento di questa maggioranza nella gestione della crisi è sotto gli occhi di tutti: migliaia di cittadini vivono in un territorio in cui non è possibile garantire il servizio sanitario e, per di più, si vedono sbattuti sul dark web i propri dati sensibili, personali e sanitari». Sull’argomento sono intervenuti anche i consiglieri comunali dell’Aquila, Angelo Mancini ed Enrico Verini di Azione L’Aquila che chiedono alla Asl «se esiste un’assicurazione che protegga la stessa in casi come questo e se è stato previsto un sistema di rimborso per coloro che, nella urgente necessità di cure, sono costretti a rivolgersi alla sanità privata».
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