Hacker, l’Asl contatta i pazienti: «Adesso attenti a truffe e ricatti»

L’azienda sanitaria reagisce alla diffusione dei dati sensibili con videoguida, numero verde e lettere: «Insieme contro i cybercriminali: denunciate alla polizia o ai carabinieri telefonate e mail sospette»
L’AQUILA. Una violazione della privacy enorme e dalle conseguenze incalcolabili per migliaia di persone, richiede contromisure altrettanto forti e straordinarie. Lo ha capito la Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila, che nei giorni scorsi ha avviato una campagna su più fronti per informare e sensibilizzare pazienti e dipendenti vittime – o potenziali tali – della fuga di cartelle cliniche, dati anagrafici e documenti amministrativi rubati dagli hacker del gruppo russo “Ransomware Monti” nel violento attacco informatico all’azienda sanitaria e diffusi sul dark web, alla mercé di chiunque, anche e soprattutto malintenzionati. La campagna si chiama “#informatinsieme” e prevede, oltre agli avvisi sul sito internet istituzionale della Asl, ora anche una videoguida con i consigli utili, un numero verde, un indirizzo mail e l’invio delle lettere agli utenti più a rischio.
«Le analisi condotte da esperti informatici hanno consentito di individuare alcuni archivi di dati personali sottratti, quindi potenzialmente utilizzabili da soggetti non autorizzati», scrive l’azienda guidata dal direttore generale Ferdinando Romano nella sua presentazione del video informativo, mentre polizia postale ed esperti regionali e nazionali sono ancora al lavoro. «La Asl invita tutti gli utenti a prestare attenzione a eventuali richieste di contatto telefonico o e-mail/sms inconsueti e, in questo caso, a sporgere denuncia alle autorità competenti. È stato attivato inoltre un numero verde dedicato per dare informazioni agli utenti, il 800.16.93.26. Il Responsabile della protezione dati è contattabile all’indirizzo mail dpo@asl1abruzzo.it.
Nel video realizzato dalla Asl si chiede di fare attenzione a quattro possibili campanelli d’allarme. «Se si dovesse verificare uno dei seguenti casi, segnalalo subito alla polizia di Stato o ai carabinieri». Il primo caso: «Se dovessero contattarti telefonicamente usando un atteggiamento invasivo della tua privacy». Il secondo: «Se dovessero offrirti prodotti o prestazioni collegabili alla sfera sanitaria». Il terzo: «Se dovessi risultare vittima di tentativi di truffe telefoniche attraverso le quali si chiede di fornire informazioni personali». Il quarto: «Se dovessi ricevere e-mail o telefonate che sottendano comportamenti illegali riferiti a dati personali».
Continua il video: «La Asl sta contattando tutti coloro i quali hanno subìto la violazione, ma non possiamo sapere quale siano le intenzioni dei malintenzionati informatici». Il riferimento è alle lettere che stanno partendo verso utenti e dipendenti che rientrano nella categoria “a rischio critico” per la violazione dei dati sensibili. Nelle lettere si invita il destinatario a recarsi nel presidio sanitario di Bazzano per ricevere una comunicazione specifica e individuale, così come richiesto dall’ingiunzione del Garante della Privacy.
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