«Hanno riaperto solo in 75 servono affitti meno cari»

L’AQUILA. Sono appena 75 le attività rientrate in centro storico. Due anni fa erano una quarantina. E questo, nonostante, la spinta del bando Fare centro. Numeri esigui, secondo la Confcommercio,...
L’AQUILA. Sono appena 75 le attività rientrate in centro storico. Due anni fa erano una quarantina. E questo, nonostante, la spinta del bando Fare centro. Numeri esigui, secondo la Confcommercio, soprattutto se confrontati con il pre-sisma, quando i negozi e attività artigianali presenti dentro le mura della città erano oltre mille. Solo qualche giorno fa, nell'annunciare il rientro in centro storico della sede dell'Associazione commercianti, il direttore regionale, Celso Cioni, aveva fatto riferimento ai numeri che stanno accompagnando la ripresa delle attività: non più di 75 tra negozi e studi professionali. Le previsioni, dal momento dell'erogazione dei primi finanziamenti del bando Fare centro, puntavano a riportare nel cuore della città dalle 200 alle 250 attività. «La rinascita del centro storico», ha più volte sottolineato Cioni, «passa attraverso i servizi, il rientro degli uffici pubblici, la diminuzione degli affitti, con prezzi calmierati e una vivibilità generale, che deve fare i conti con i cantieri della ricostruzione e quelli per i sottoservizi». Proprio questi ultimi due elementi hanno pesato sul processo di rientro delle attività storiche e sulle nuove aperture. Subito dopo il terremoto del 2009 fu proprio la Confcommercio a promuovere sopralluoghi e verifiche per una sorta di mappatura delle attività presenti in centro, e dei relativi danni subìti.
Ne scaturì una proposta, con tanto di plastico, per valutare le aree di intervento e le eventuali azioni di promozione per riqualificare le aree storiche dell'Aquila, duramente colpite dal terremoto.
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