Hotel sul Gran Sasso su terreni di uso civico I progetti a rischio

5 Marzo 2021

I consiglieri Romano e Serpetti: l’Ente e il Centro turistico continuano a far finta di nulla sulla questione proprietà

L’AQUILA. La gestione dell’hotel Cristallo a Fonte Cerreto e la ristrutturazione dell’albergo di Campo Imperatore (dove nel 1943 fu tenuto prigioniero per una decina di giorni Benito Mussolini) potrebbero impantanarsi su una questione giuridica aperta da tempo e mai risolta e cioè sul fatto che i terreni dove sorgono le due strutture ricettive sono di uso civico. Ciò significa che il Comune prima di prendere qualsiasi iniziativa deve fare i conti con l’Amministrazione per i Beni separati di uso civico di Assergi (Asbuc). In verità, qualche mese fa sembrava fosse stato raggiunto un accordo tra Asbuc e Comune dell’Aquila per trovare una soluzione condivisa, ma poi di concreto non c’è stato nulla. È questo quanto sostengono i consiglieri comunali Paolo Romano (Italia Viva) ed Elia Serpetti (del Passo possibile e anche esperto di Amministrazione dei Beni di uso civico).
I due consiglieri sulla questione hanno inviato una relazione al presidente della Commissione comunale di Garanzia, Giustino Masciocco. «Va posta con urgenza l’attenzione», affermano Romano e Serpetti, «su una tematica che si protrae da troppi anni e di cui andrebbe informato tutto il consiglio comunale, quella cioè della promiscuità sulla proprietà dell’hotel Cristallo e dell’hotel Campo Imperatore tra Centro turistico Gran Sasso (una società partecipata ma a totale controllo del Comune) e Asbuc di Assergi. L’occasione per tornare a parlare della vicenda l’ha fornita l’ultimo atto approvato dal consiglio comunale sulla contabilità delle partecipate: sull’hotel Cristallo si è rappresentata una situazione fin troppo rosea in confronto alla realtà. Il bilancio consolidato riportava, infatti, un accordo verbale con l’Asbuc di Assergi in grado di superare l’impasse dell’annosa controversia sulla proprietà. Purtroppo la verità è un’altra: già nel 2019, infatti, era stata presentata una diffida da parte dell’Amministrazione dei beni di uso civico di Assergi proprio sull’hotel Cristallo nella quale si chiedeva, prima di qualunque azione sull’immobile da parte della società partecipata Ctgs, di riversare all’Asbuc le somme pattuite nel 2010 con consequenziale rivalutazione, come da legge. Di recente è stata la stessa Asbuc a far notare che l’accordo verbale, nei fatti, ancora non produce i suoi effetti, quindi in poche parole non c’è. La situazione è dunque molto più complicata di quel che si vuole far credere».
Le aree dove sorgono le due strutture alberghiere è stato accertato che sono demaniali. «Quindi», affermano Romano e Serpetti, «la legge stabilisce che le aree che hanno natura demaniale civica universale, in quanto inalienabili e non usucapibili, devono essere reintegrate in favore della comunità ricorrente, vale a dire l’Asbuc di Assergi. Ora, se da una parte si può aprire un dibattito sulla sdemanializzazione per sopraggiunta e irreversibile perdita della destinazione agro-silvo-pastorale dei fondi occupati, dall’altro con la reintegra ci sarà la certezza che la proprietà non è più del Centro turistico del Gran Sasso. In soldoni significa che si potrebbe inficiare l’azione amministrativa sull’avviso pubblicato dal Ctgs relativo alla gestione dell’hotel Cristallo e che si potrebbe creare altresì più di un problema ai lavori di ristrutturazione dello stesso albergo di Campo Imperatore. L’amministrazione comunale e il Ctgs purtroppo continuano a procrastinare la ricerca di una soluzione percorribile in grado di dare certezza e prospettiva ai procedimenti amministrativi aperti. È chiaro che adesso il Comune deve prioritariamente ricostruire un rapporto amministrativo tra Centro turistico e Asbuc che metta fine alla controversia e dia possibilità di sviluppo all’area in maniera certa, corretta e percorribile», concludono i due consiglieri comunali d’opposizione.
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