I baristi: il caffè al tavolo non convince tutti i clienti

11 Maggio 2021

E tra i gestori c’è chi dice di non comprendere il senso delle nuove disposizioni «È una situazione che può generare confusione. E c’è l’incognita maltempo»

AVEZZANO. Il caffè al tavolo non convince molto gli avezzanesi. Bere un caffè o un aperitivo in piedi al bancone per il decreto del presidente del Consiglio dei ministri è da evitare nell’ambito delle azioni di contrasto al coronavirus. E allora che fare? I bar di tutta Italia si sono organizzati con bicchieri da asporto per chi deve scappare al lavoro e con i tavoli all’aperto per servire chi invece ha dieci minuti in più per godersi il caffè e magari fare quattro chiacchiere con gli amici.
«I clienti hanno avuto una reazione positiva alla riapertura dopo tanto tempo e non hanno commentato negativamente la possibilità di prendere il caffè solo se seduti al tavolo all’aperto», ha precisato Emilio Carmignani del bar e pasticceria Carmignani, «abbiamo riscontrato che tutti hanno voglia di incontrarsi di nuovo, di raccontarsi, di intrattenersi qualche minuto. L’essenza del bar in fondo è questa. Il meteo resta un grande punto interrogativo perché viviamo ad Avezzano e potrebbe piovere da un momento all’altro. Per il momento non abbiamo avuto problemi. Anzi i nostri clienti apprezzano molto il fatto di potersi rilassare qualche minuto al sole e bere il loro caffè».
La tazzina mordi e fuggi è diventata quindi solo un ricordo per i clienti dei bar di Avezzano che, se hanno bisogno di caffeina per ricaricarsi, devono accontentarsi di un bicchierino di carta da bere però solo fuori dal bar. «Con il bel tempo abbiamo riscontrato un aumento del lavoro e una quasi abitudine dei clienti a prendere il caffè seduti all’aperto», ha detto Mauro Orfanelli del bar Conca d’oro, «è chiaro che c’è sempre il cliente di fretta e con i minuti contati»
«A quello, che magari deve andare al lavoro e non ha tempo per sedersi», ha aggiunto Orfanelli, «serviamo il caffè nel bicchierino di carta da portare via. Purtroppo abbiamo tante regole che, però, se rispettate da tutti magari contribuiscono a contrastare questo virus che da troppo tempo ormai non ci dà tregua».
Se quindi da una parte c’è chi con le nuove regole ha preso la palla al balzo per rilassarsi e prendere un caffè seduto al tavolo, dall’altra c’è invece chi critica questa situazione e fa difficoltà a digerire il caffè nel bicchiere di carta.
«I nostri clienti non sono molto convinti e devo dire la verità neanche noi lo siamo», ha affermato Antonio Nanni del bar pasticceria Olimpia.
«Chi va di fretta e deve prendere un caffè prima di tornare al lavoro», ha aggiunto, «non può mettersi seduto. Poi c’è anche chi ha tempo e si siede con calma e lo beve all’aperto. Sinceramente è una regola che non comprendiamo».
Il caffè all’italiana da bere ancora caldo in pochi minuti non va d’accordo con le norme dell’ultimo Dpcm che potrebbero però essere riviste entro fine settimana. Nel frattempo a farle rispettare ci sono i baristi, ma non senza difficoltà.
«Abbiamo constatato che c'è molta confusione e ogni volta dobbiamo spiegare quali sono le regole», ha sottolineato Liana Cofini del caffè Pigalle, «tanta gente, e purtroppo anche tanti bar, fanno riferimento alle norme che c’erano prima nelle zone gialle e quindi continuano a servire al bancone».
Una situazione che, stando a quanto dichiarato da Liana Cofini, «genera confusione e soprattutto crea problemi con i clienti che quando arrivano per un caffè, e se lo vedono servire in un bicchierino da asporto, si lamentano perché magari altrove lo hanno avuto nella tradizionale tazzina. Sono sempre di più, comunque, quelli che da soli decidono di accomodarsi ai tavoli all’aperto».
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