«I cantieri frenano Fare centro»

22 Febbraio 2018

Confcommercio e Confesercenti: «Il caos rischia di vanificare tutto». Piccinini incontrerà i negozianti

L'AQUILA. Molte delle speranze di rinascita del centro storico aquilano erano riposte nel bando Fare centro. Ma ad oggi i commercianti che hanno scelto di rialzare la saracinesca, nel dedalo di cantieri, strade interdette e lavori dei sottoservizi, si contano sulle dita di una mano. Alle 35 attività commerciali che avevano riaperto i battenti prima della pubblicazione del bando se ne sono aggiunte una decina. Ma solo quattro o cinque hanno avuto accesso al finanziamento, stando alle pratiche seguite dalla Confcommercio.
«Il rischio è che l'attuale situazione caotica vanifichi tutti gli sforzi per riportare i negozi in centro», dice Celso Cioni, direttore regionale Confcommercio. Considerazioni condivise dalla Confesercenti, che parla di «reale preoccupazione per i segnali che arrivano dal mercato». Anche il Comune ammette che «rientrare, in questo momento, è difficile. Vanno fatte valutazioni ponderate. L'assessore al commercio, Alessandro Piccinini, è pronto a incontrare gli esercenti, gli artigiani e le associazioni di categoria, «per individuare insieme un percorso da seguire».
PIENA CRISI. «In provincia dell'Aquila nel 2017, ben 1.787 imprese hanno cessato l'attività», evidenzia Cioni, «contro 1.666 aperture registrate, con un saldo negativo di 121 aziende in meno. Per il secondo anno consecutivo, si registra un trend negativo, confermato dal bando Fare centro, che stenta a partire. Delle 150 nuove attività ritenute idonee per la linea di finanziamento A, 35 si erano già ricollocate. In base alle pratiche smistate dalla Confcommercio c'è stata una rinuncia, 4 titolari di attività hanno chiesto il saldo del contributo e due l'anticipo del 40%. Numeri risicati, che evidenziano una fase di difficoltà».
COLPA DEI CANTIERI. Un dato è indubbio: la morsa di cantieri e lavori per i sottoservizi, che attanaglia il centro storico, sta avendo pesanti ripercussioni anche sui commercianti. «Anche chi aveva aderito al bando, adesso frena», incalza Cioni, «così rischiamo di vanificare tutto. Ma come fanno a riaprire i negozi, se la maggior parte delle strade sono impraticabili, se non esistono parcheggi, né controlli» .
«Quello che sta accadendo», è la riflessione di Carlo Rossi, responsabile provinciale Confesercenti, «rischia di vanificare gli sforzi del bando e quelli delle associazioni di categoria. Invece di incentivare le riaperture, si fanno scappare i commercianti».
CONFRONTO COSTANTE. «La buona pratica della Gsa di incontrare mensilmente i commercianti, per fare il punto sui sottoservizi, va ripresa», sollecita Cioni, «insieme alla Soprintendenza e al Comune, va monitorata la situazione per garantire la sopravvivenza degli esercizi commerciali che riaprono. Ogni saracinesca che si abbassa, ogni vetrina che si spegne, è una sconfitta per l'intera città». Al momento le attività del centro sono una cinquantina.
CAMBIARE MECCANISMO. «Riceviamo continuamente, in Comune, commercianti che chiedono integrazioni o chiarimenti sul bando Fare centro», dichiara l'assessore Piccinini, «ma la competenza è della Regione. Noto una certa delusione sull'efficacia della misura e rispetto alle aspettative che si erano create. In tutto questo influiscono i cantieri aperti, i lavori per il passaggio del tunnel intelligente, ma è anche vero che il bando, così come è stato formulato, ha troppi limiti. Come Comune chiediamo di non andare allo scorrimento della graduatoria, ma rivedere i parametri». Piccini incontrerà i commercianti per fare il punto sui lavori.
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