I Cavallo riaprono la gioielleria devastata

15 Aprile 2019

La giornata di ripresa al centro commerciale tra l’inventario da completare e le visite di incoraggiamento di clienti e amici

L’AQUILA. «Andare avanti, per forza, non possiamo permetterci di fermarci». Fuori piove a dirotto, L’Aquilone è pieno di gente. La gioielleria Cavallo è aperta, lo avevano promesso l’altroieri, con un cartello appeso fuori del negozio, subito dopo il raid notturno di almeno 6 ladri incappucciati entrati nel centro commerciale. Alcune vetrine sono desolatamente vuote, sul bancone una lastra di compensato. La serranda, quella tagliata dai ladri per penetrare nella gioielleria, alzata a metà. Sebastiano (detto Nino) Cavallo è nel retro del locale, ancora impegnato con la conta dei danni del raid.
«ANDIAMO AVANTI». «Abbiamo cinque dipendenti, più il titolare che lavora nella gioielleria, non possiamo permetterci di fermarci. Dobbiamo andare avanti». I Cavallo in città sono una sorta di dinastia, specializzati in gioielleria e devono la salvezza nel momento più difficile del dopo terremoto al gioiello più famoso d’Abruzzo, la “presentosa”. «È lei che ci ha salvato nel dopo-sisma», racconta Nino, «quando abbiamo dovuto chiudere tutti i nostri negozi in centro e andare avanti con questo al centro commerciale». «È grazie all’affetto della gente che siamo riusciti a reggere». La gioielleria Cavallo era già stata presa di mira alcuni anni fa «ma allora i ladri avevano lavorato più a casaccio, facendo moltissimi danni. Stavolta sono stati più precisi, hanno colpito rapidamente andando nei punti dove c’erano i pezzi pregiati nonostante l’aria fosse satura di nebbiogeno. Dovremo cambiare molti vetri, e lassicurazione ci risarcisce fino a una certa cifra e non oltre, cambiare la serranda. Per quanto riguarda l’entità del furto dei gioielli, stiamo ancora facendo l’inventario».
L’ALTRO LOCALE. La gioielleria Cavallo ha riaperto un locale anche in centro storico. «Lo abbiamo fatto perché la nostra vita è nel centro storico. Non nascondo, però, che è molto difficile. Oggi, ad esempio, con la pioggia battente, potremmo anche tenere abbassate quelle serrande. Però non possiamo fermarci, neanche in centro». La banda, ripresa dalle telecamere del centro commerciale, era composta da almeno sei uomini che hanno sfondato i vetri blindati dell’ingresso e, dopo aver razziato nella gioielleria, sono usciti pochi minuti dopo. Per garantirsi la fuga i ladri avevano bloccato l’accesso lato Ovest con alcuni furgoni, arrivando ad abbattere un albero con la motosega per bloccare l’ingresso Est.
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