I cinghiali devastano il campo da golf di Santi

Scorribande continue degli animali danneggiano il “green” del “San Donato” Il vicepresidente Pantanella: «Danni per 500mila euro, nessuno ci aiuta»
L’AQUILA. Da lontano sembrano solo delle chiazze marroni che spiccano sull’erba, ma a osservare meglio ci si accorge che il prato è stato scavato a fondo. Si fa presto a capire che qualcuno ha rimosso la terra alla ricerca di qualcosa. E quel qualcuno sono i cinghiali che, non paghi di “visitare” orti e vigne, questa volta hanno fatto il salto di qualità, devastando il bel campo da golf di Santi di Preturo, a una decina di chilometri dall’Aquila.
Il fatto grave è che non si tratta di un’incursione episodica: il fenomeno va avanti ormai da qualche mese e ha già prodotto centinaia di migliaia di euro di danni. Per il circolo San Donato Golf, l’associazione che gestisce il campo, la situazione si è fatta insostenibile, anche perché le ripetute sollecitazioni a intervenire inviate agli enti preposti sono cadute nel vuoto.
«Non sappiamo più cosa fare», dice il vice presidente del circolo Luca Pantanella. «Malgrado tutto il campo sia circondato da una solida recinzione, i cinghiali entrano e, con il muso, i denti e le zampe, ribaltano le zolle d’erba, alla ricerca delle cipolle selvatiche che crescono da queste parti sottoterra. Abbiamo spedito segnalazioni e richieste d’aiuto a tutte le istituzioni, in particolare a Regione Abruzzo e Provincia dell’Aquila, nonché ai carabineri-forestali, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Gli unici a intervenire sono stati gli agenti della polizia provinciale, che sono venuti anche a fare degli appostamenti notturni. Alla fine, però, hanno potuto fare ben poco».
«Ormai», afferma Pantanella, «sette dei nostri 18 green sono completamente distrutti, abbiamo già danni per più di mezzo milione di euro. Stanno andando in fumo tutti gli investimenti che abbiamo fatto in quest’anno di gestione, interventi che avevamo pianificato anche in funzione dell’evento che ospiteremo a maggio, i Campionati universitari in programma all’Aquila nel 2019. Per non parlare, poi, dei danni arrecati alla nostra attività quotidiana: è chiaro che con il campo ridotto in questo modo non possiamo più garantire ai nostri iscritti condizioni ottimali per allenarsi e giocare».
A nulla sono valse le contromisure prese, racconta Pantanella. L’unica soluzione sarebbe l’elettrificazione delle recinzioni: «Abbiamo provato anche a spaventare i cinghiali con luci segnaletiche o usando emettitori di suoni e versi di animali, ma non ha funzionato. Finora abbiamo tamponato parzialmente i danni grazie ai nostri operai, che ogni mattina, dopo le incursioni, rimettono a posto una per una le zolle divelte. Operazione che richiede, peraltro, tempi di intervento strettissimi, perché se si vuole che le zolle riattecchiscano, bisogna ripiantumarle subito. Ovviamente servirebbe ben altro: avremmo bisogno di recinzioni elettrificate, ma sono lavori che richiedono investimenti ingenti e la legge, per noi, non prevede alcuna forma di contributo economico. Il ristoro dei danni è previsto solo per manufatti e colture. Lanciamo un appello affinché qualcuno ci aiuti».
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