I comitati a Renzi: «Gasdotto pericoloso in un’area fragile»

10 Marzo 2015

Riprende la battaglia contro il progetto nella Valle Peligna Margadonna e Pizzola: zona sismica con molte faglie attive

SULMONA. L’esplosione del metanodotto a Mutignano di Pineto “riaccende” la contrapposizione del fronte del no alla Snam. Quanto accaduto nel Teramano, secondo gli ambientalisti, testimonia la scarsa sicurezza di opere del genere. Infrastrutture che la Snam punta a realizzare anche in Abruzzo, col metanodotto Sulmona-Foligno di 169 chilometri e la centrale del gas di Case Pente (una zona verde a ridosso del cimitero sulmonese). Da qui l’appello dei comitati cittadini per l’ambiente a non autorizzare il progetto, che questa volta si rivolgono direttamente al governo Renzi. «Dopo l’esplosione del gasdotto Snam a Pineto, il governo Renzi si fermi e riveda la sua posizione di acritica accettazione del gasdotto Rete Adriatica di 687 chilometri» sollecitano Mario Pizzola e Giovanna Margadonna per gli ambientalisti «una infrastruttura di mero attraversamento che la multinazionale del gas intende far passare a tutti i costi lungo la dorsale appenninica. Non è ammissibile che le scelte della Snam, sostenute da potenti lobby economiche e politiche, siano ritenute indiscutibili, mentre le delibere di contrarietà, adottate dalle istituzioni democratiche a tutti i livelli, non siano degne di considerazione».

Secondo i comitati, i rischi sarebbero maggiori in Valle Peligna, visto che il metanodotto in cantiere ha un diametro doppio rispetto a quello esploso nel Teramano.

«Quanto accaduto a Mutignano, ultimo di una serie di eventi analoghi avvenuti purtroppo in questi anni nel nostro Paese, è la riprova che i metanodotti sono impianti pericolosi che mettono a serio rischio il territorio e la incolumità delle popolazioni» aggiungono Pizzola e Margadonna «pertanto non dovrebbero mai essere realizzati in aree fragili sotto il profilo ambientale, idrogeologico e sismico, quali l’Appennino. Ma evidentemente la logica non è alla base delle scelte della Snam. Nel tratto Sulmona-Foligno, di 169 chilometri, la condotta, di un metro e 20 di diametro, più del doppio di quella esplosa a Pineto, interessa numerose faglie attive e le località dell’Abruzzo aquilano già colpite dal sisma del 2009, nonché quelle di Umbria e Marche colpite dal terremoto del 1997».

Il grande gasdotto Rete Adriatica è stato considerato un’infrastruttura strategica, perché inserito nei Progetti di interesse comunitario (Pic). Nell’ottobre del 2013 la Commissione Europea ha individuato un elenco di 248 grandi progetti infrastrutturali, definendoli Pic, molti dei quali sono gasdotti, che, in quanto tali, beneficiano di procedure accelerate di autorizzazione, a discapito della qualità della valutazione di impatto ambientale e della partecipazione pubblica.

Nel dicembre 2010 Comuni, comitati, associazioni e cittadini hanno inoltrato ricorso alla Commissione Europea contro il progetto Snam. Dei 687 chilometri del metanodotto che corre da Massafra a Minerbio, diviso in 5 tronconi, solo il primo è stato realizzato. Da Biccari a Massafra il gas passa dentro le nuove tubature, mentre il secondo tratto Biccari-Campochiaro è stato autorizzato e sono in corso gli espropri dei terreni.

Il progetto prevede, poi, una centrale a Sulmona e gli ultimi tre tratti Sulmona-Foligno, Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio.

Federica Pantano

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